PESCARA – “La Regione Abruzzo, nello scegliere i direttori generali della quattro Asl ha inserito una clausola, un allegato, in cui la loro retribuzione viene commisurata ad un punteggio che deriva da alcuni parametri. Uno di questi parametri è giustamente commisurato ai tempi delle liste di attesa, che può dare un punteggio fino a 28 punti. Ebbene, in momento in cui la nostra sanità taglia ben 25 milioni di euro per il salario accessorio di medici, infermieri e oss, la giunta di Marco Marsilio per decidere se al Direttore della Asl di Pescara ai 149.000 euro l’anno deve aggiungere un ulteriore 20%, attende, dilata, legge a proprio modo le norme, le applica in maniera difforme per casi simili”.
Tiene banco nella politica regionale il caso dei premi di produzione ai dg delle Asl abruzzesi, (QUI LINK) e il consigliere regionale e vice presidente del consiglio, Antonio Blasioli punta il dito in particolare sull’emolumento aggiuntivo per Vero Michitelli, dg della Asl di Pescara.
Il caso è stato oggetto di una interpellanza delle opposizioni e insierito all’ordine del giorno della commissione Vigilanza.
LA NOTA
In questi giorni ci stiamo occupando di una vicenda che incide molto sulla sanità abruzzese e sul diritto alle cure.
Sono le liste d’attesa, lunghe, interminabili, che nel migliore dei casi portano a scegliere il privato per il malato che può permetterselo e nei casi peggiori ad una rinuncia al diritto alle cure, che purtroppo rappresenta una percentuale sempre più alta nella nostra Regione.
Che la nostra sanità regionale non brilli per le liste d’attesa è un dato di fatto. Basta chiedere a ciascuno di voi quanto ha dovuto aspettare per una visita, che subito viene fuori la verità.
La vicenda è stata attenzionata anche dalla magistratura, ma voglio restare nell’alveo della politica, perché credo che questo sia il compito per cui sono stato eletto e credo anche che chi ha avuto modo di leggere ciò che scrivo sa che scrivo studiando (e magari qualche volta sbaglio) e merito attenzione. Attenzione nel senso di lettura oggettiva, naturalmente.
La Regione Abruzzo, nello scegliere i direttori generali della quattro ASL ha inserito una clausola, un allegato, in cui la loro retribuzione viene commisurata ad un punteggio che deriva da alcuni parametri.
Uno di questi parametri è giustamente commisurato ai tempi delle liste di attesa, che può dare un punteggio fino a 28 punti.
Il manager della Asl di Pescara viene nominato l’11 settembre 2023, la sua valutazione deve avvenire dopo due anni, quindi l’11 settembre 2025.
Per permettere questo, un dirigente del Dipartimento sanità inizia a scrivere, per tempo, all’Agenzia Sanitaria Regionale e a tutti i servizi del Dipartimento di relazionare, ciascuno per le proprie competenze, sui diversi obiettivi.
L’Agenzia sanitaria regionale, diretto da Pierluigi Cosenza, ente che risponde alla Giunta Regionale, è chiamato a esprimersi sul rispetto dell’obiettivo in merito alle liste d’attesa, ma la Asl di Pescara si ostina a non mandare i dati di cui necessita.
Addirittura in alcuni passaggi di queste lettere, dopo ripetute ed educate richieste del Direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, una dirigente della Asl, la dottoressa Rosamaria Di Biagio, risponde che inviare i dati “aggraverebbe indebitamente il procedimento”. Un copione già più volte noto, per essermi stato puntualmente posto dinanzi ad ogni richiesta che faccio alla Asl di Pescara, a cui puntualmente non risponde.
Passano i mesi, ben tre, ma questa valutazione non viene fuori.
A dicembre 2025 il Direttore, malcapitato in questa situazione, prova a scrivere che la normativa è cambiata: impone un nuovo ruolo del Responsabile unico delle liste di attesa, che comporterebbe una sua collaborazione con l’Agenzia nella valutazione del rispetto degli obiettivi sulle liste d’attesa.
Scrive, e lo leggiamo, che la nuova normativa “implica un raccordo tra il Responsabile Unico e l’Asr”. Così non è, ma seppure fosse, questa normativa è entrata in vigore prima della sua richiesta di trasmissione dati all’Agenzia sanitaria.
Il Direttore dell’Agenzia sanitaria insiste, chiede gli atti, e quando questo gli vengono negati, elabora la sua valutazione sulla base dei dati pervenuti dal Dipartimento Sanità da cui risulta per il Direttore della Asl di Pescara un punteggio pari a zero, molto diverso dalla valutazione data dal RUAS.
Una corrispondenza al limite dell’inverosimile. Venuta fuori da un accesso agli atti, che dimostra un clima incandescente tra gli uffici, una scarsa collaborazione, e anche un attendismo esasperato che a 4 mesi di distanza non ha portato ancora alla valutazione del Dottor Michitelli.
Alla presentazione della nostra interpellanza (mia e del collega Silvio Paolucci) si levano tutti gli scudi del centro destra.
Prima il Presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, con una difesa non al suo livello, forse fatta più per testimoniare la sua vicinanza, e poi altri consiglieri di fratelli d’Italia.
Tutte sinteticamente dicono che è cambiata la normativa e che noi, come al solito, sbagliamo.
Strano però che chi questa normativa la dovrebbe conoscere meglio di tutti: l’Assessore e il Dipartimento Sanità, abbia proseguito mesi dopo quella normativa nuova, a chiedere esattamente l’opposto.
Strano che proprio in base alla precedente normativa l’Agenzia abbia valutato il 4 dicembre 2025 il Direttore della Asl di Teramo, con i dati forniti dalla Asl.
Strano che nessuno dica che spetta solo al RUAS la valutazione del Direttore generale, né la normativa né il Direttore.
Strano che il Direttore dell’Agenzia sanitaria debba ricorrere ad una vera supplica all’Assessore Nicoletta Verì, che si guarda bene dal rispondere, per porre all’attenzione della stessa “la questione, progressivamente aggravata da derive amministrative del procedimento di valutazione dei Direttori Generali delle AA.SS.LL” e dipanare questa matassa.
Contraddizioni che scrivo per chi ci legge, perché io questa pseudo normativa nuova di cui alla delibera n. 35/2025 l’ho letta e nulla dice in merito a questa competenza.
Insomma in un momento in cui la nostra sanità taglia ben 25 milioni di euro per il salario accessorio di medici, infermieri e oss, la giunta Marsilio per decidere se al Direttore della Asl di Pescara ai 149.000 euro l’anno deve aggiungere un ulteriore 20%, attende, dilata, legge a proprio modo le norme, le applica in maniera difforme per casi simili.
Attendiamo la discussione della nostra interpellanza e poi a seguire anche della Commissione di vigilanza.






