SAN GIOVANNI TEATINO – Una moglie che necessita di cure, due figli in età scolastica e la propria casa venduta all’asta per pochi soldi.
La storia del signor Davide Marinucci, il papà “eroe” di San Giovanni Teatino (Chieti) rimasto senza lavoro e senza dimora, continua a commuovere molti e soprattutto ha dato il via a una gara di solidarietà per la ricerca di un lavoro stabile.
Come egli stesso ha dichiarato ad AbruzzoWeb, ha ricevuto aiuto solo da amici, anche di vecchia data, e da quanti hanno avuto modo di conoscere la sua storia attraversa i media.
Il Comune di San Giovanni Teatino, che nella fase iniziale dell’odissea che quest’uomo sta ancora vivendo aveva promesso di aiutarlo, in realtà, dopo aver contribuito alla sua causa con un pacchetto “anti-crisi” di 100 euro, sul quale lo stesso Marinucci ironizza, non ha più fatto nulla affinché la storia si risolvesse in maniera positiva, denuncia.
”Ho capito che non posso contare sul Comune in cui vivo, dal quale mi sento preso in giro, dunque non ho chiesto più alcun tipo di aiuto, anche se ne ho bisogno – ha spiegato Marinucci – Finalmente però inizio a vedere un po’ di luce, e per questo devo ringraziare quanti mi hanno aiutato a diffondere la richiesta di aiuto”.
”Un caro amico d’infanzia – ha spiegato l’uomo sollevato ha letto del mio dramma e mi ha offerto un periodo di prova presso un’azienda di trasporti dove sto lavorando da circa un paio di settimane e, al momento, sono contenti del modo in cui lavoro; passo molto tempo lontano dalla mia famiglia ma l’importante è assicurarle un pasto”.
”Sono fiducioso – continua – anche perché in questo modo posso tornare a sorridere con i miei bambini che mi vedono più sollevato e quindi sono più felici anche loro; finalmente, se il lavoro me lo permetterà, sarò in grado di comprar loro anche qualche piccolo regalo”.
Il signor Davide Marinucci ha trovato forse un’occupazione con cui risollevare la sua situazione economica che lo aveva gettato nello sconforto negli ultimi mesi, ma permane un grande ostacolo: la vendita all’asta della sua casa.
”Per quanto riguarda la casa – spiega agguerrito – attendo la lettera del Tribunale: per la mia dimora bisognerà far qualcosa come ho preannunciato a Franca Ferrante (dei servizi sociali del Comune di San Giovanni Teatino), perché anche se è stata venduta io la difenderò fino alla fine, combatterò per il giusto perché non posso permettere che la mia casa vada nelle mani di qualcun altro”.
”Per i miei figli – conclude Marinucci – sarebbe un’ulteriore sofferenza: io sono un papà che ha arredato in quella abitazione la loro cameretta, è in quella casa che loro hanno i loro giochi, i loro libri e tutti i loro oggetti e non permetterò che un estraneo glieli porti via”.




