CHIETI – Chieti rischia di subire “l’ennesimo scippo” di uffici pubblici. L’allarme arriva dai sindacati Flp e Confsal dopo la notizia della volontà ministeriale di degradare la Direzione territoriale del lavoro a presidio, accorpando a Pescara le funzioni direttive.
I 60 lavoratori dell’ufficio teatino hanno visto subito nel provvedimento il rischio di una futura chiusura dell’ufficio pubblico che si trova al Teate Center, all’interno del centro direzionale Di Cosmo.
Senza contare che, in futuro, c’è da risolvere il problema dei 700 posti di lavoro in esubero registrati a livello nazionale.
“Fino alla riunione del 31 luglio scorso al ministero ci avevano detto che Chieti non sarebbe stata toccata dalla spending review – ha spiegato Mimma Baldinola, segretario provinciale Flp – poi, a sorpresa, viene fuori che ci vogliono togliere la direzione”.
“Altra novità per nulla ben accetta – ha aggiunto il segretario nazionale Flp Angelo Piccoli – è il taglio della Direzione regionale, da accorpare con quella di altre regioni in un ufficio interregionale”.
“Chieti non ha d’altronde i requisiti per uno scippo del genere – ha sottolineato Smeraldo Ricciuti, segretario provinciale Confsal – essendo la provincia più popolata d’Abruzzo e quella con i più grandi insediamenti industriali”.
I sindacati hanno chiesto anche l’aiuto delle istituzioni per impedire il degradamento. Comune e Provincia hanno risposto subito all’appello.
“Se le funzioni dirigenziali dell’Ufficio teatino passeranno a Pescara – ha spiegato l’assessore comunale Emilia De Matteo – saranno certamente ritardi e disservizi nello svolgimento delle pratiche quotidiane dell’ufficio che si occupa di ispezioni e di autorizzazioni in materia di lavoro. Comunque, ritengo che ci siamo mossi nella fase iniziale in cui tutto può essere ancora rivisto e rivalutato”.
Anche per il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, “la trasformazione della Direzione in Presidio è l’anticamera per arrivare a una chiusura e questo Chieti e il suo territorio non possono permetterselo. E poi troppo spesso la spending review viene attuata in maniera miope. Per esempio – ha concluso – Chieti è piena di edifici pubblici vuoti e lo Stato continua ad avere molti servizi in sedi in affitto, come in questo caso”.




