L’AQUILA – La partecipazione e la progettazione condivisa con i cittadini è la via migliore per poter realizzare opere utili, senza conflittualità, e risparmiando anche soldi”.
Ne è convinto Stefano Mont, studente di Ingegneria all’Universitià dell’Aquila, membro dell’associazione di giovani progettisti Viviamolaq, una delle tante realtà presenti al quinto Salone della ricostruzione.
Nello spazio espositivo di Viviamolaq, fanno bella mostra di sè i plastici di progetti in via di realizzazione in Emilia Romagna, in comuni terremotati, come l’asilo di Guastalla e l’auditorium di Medicina.
“Progetti – speiga Mont – nati dopo un percorso di ascolto e assiuduo confronto con i cittadini e i portatori di interesse, che ha consetito di ottenere anche a livello progettuale i rissultati migliori, ottinìmizzando le risorse, avendo la garanzia che quello che sarà relizzato non sarà una cattedrale nel deserto, perchè risponde a reali esigenze di utilizzo”.
“Qui a L’Aquila – agiunge Mont – l’emergenza postsismica molto acuta ha messo al margine la progettazione partecipata, che ha bisogno di tempi relativamente più lunghi, ma ora osserviamo che questo approccio sta prendendo piede”.
I ragazzi di Viviamolaq però il loro percorso di architettura partecipata sono già riusciti a realizzarlo, è il Parcobaleno, area giochi realizzata nella frazione aquilana di Santa rufina.
“E’ un parco per bambini, per giovani e anziani costato poche milgiaia di euro – spiega Mont – realizzato con poche migliaia di euro, con materiale di recupero come tubi innocenti dei puntellamenti e pallets di legno.
Tutto è stato progettato assieme agli abitanti del villaggio dei moduli abitativi provvisori, in base alle loro esigenze, abitanti che poi si sono anche fatti volontari nel lavoro in cantiere”.
Il tema della ricostruzione partecipata sarà sviluppato domani pomeriggio dal convegno organizzato da Viviamolaq all’Auditorium di Renzo Piano a L’Aquila. (f.t.)






