L’AQUILA – “Ci attendono due importanti scadenze per la ricostruzione, che definisco una storica impresa in cui tutto il Paese è impegnato: due a breve termine, per reperire le risorse necessarie a coprire il fabbisogno del 2014, e risolvere una volta per tutte la questione fiscale, una di medio periodo, entro il 2014, per individuare un meccanismo che garantisca risorse certe per completare nei prossimi anni il processo della ricostruzione”.
Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini, oggi ospite del 4° Salone della ricostruzione, dove ha concluso i lavori del convegno istituzionale “Verso officina L’Aquila”.
Il sottosegretario Legnini tra poche settimane vedrà l’ufficializzata e pienamente operativa la delega a coordinatore della ricostruzione post-sismica aquilana, che si aggiungerà alle sue specifiche competenze relative al Cipe, e, limitatamente all’aspetto finanziario, alla coesione territoriale.
E il suo ruolo sarà pertanto decisivo nel processo di ricostruzione come interlocutore principale della compagine governativa.
“Nelle prossime settimane, non appena la mia delega sarà operativa – spiega Legnini – definiremo con il governo un quadro di obiettivi che dovrà impegnarci nel breve e nel medio periodo, che sarà, posso anticipare, in aderenza a quello che si sta facendo, e terrà conto di tutte le sollecitazione che arrivano dal territorio. In primis bisognerà assegnare le risorse Cipe, già impegnate e disponibili, decidendo come finalizzarle in base al monitoraggio e rendicontazione da parte di Comuni e Uffici speciali”.
“Subito dopo occorre reperire le risorse che servono per il 2014, che ammontano a 600-700 milioni. Oggi non c’è una soluzione, posso solo dire che c’è la volontà di trovare una soluzione – prosegue – E posso anche rassicurare sul fatto che il governo non ha progetti di lungo periodo per ricostruzione, vuole lavorare nel breve periodo, sono già passati cinque anni e non c’è tempo da perdere. Nel lungo periodo, come diceva l’economista Keynes, siamo tutti morti”.
La più grande sfida però andrà affrontata l’estate, ed è quella che deve escogitare un meccanismo finanziario che garantisca in modo certo e costante tutti fondi necessari alla ricostruzione abruzzese fino al 2019, e che è stato confermato nel corso nel convegno, ammontano, secondo le più recenti proiezioni, a circa 8 miliardi di euro.
“Non possiamo continuare a tirare la giacchetta al governo ogni sei mesi – spiega Legnini – non possiamo ogni mese approvare una norma urgente che riguarda la governance della ricostruzione. Serve dunque un pacchetto di norme chiare e definitive, e risorse certe. La soluzione di questo problema è tra Roma e Bruxelles. Ritengo però che la deroga al patto di stabilità esterno non è soluzione percorribile, ma qualcosa che ci somiglia si potrà fare. Ovvero: restare dentro il patto di stabilità liberando però risorse aggiuntive, non fuori, ma in disparte”.
“Altra partita da affrontare e vincere con urgenza è quella che riguarda la restituzione parziale delle tasse sospese a seguito del sisma, un benefit che potrebbe essere cancellato a seguito della procedura di infrazione da parte dell’Europa”.
“Il problema non è risolto, è stato rimandato – afferma Legnini – ora dobbiamo trovare la soluzione definitiva e quella meno dolorosa possibile. Non possiamo aspettare l’arrivo dell’ingiunzione dell’infrazione, che è subito esecutiva”. Filippo Tronca






