L’AQUILA – “La qualità di una ricostruzione post-sismica, e in generale dell’edilizia del nuovo millennio passa anche per l’utilizzo di materiali e processi lavorativi sicuri e affidabili, e dunque anche per un sistema di certificazione efficiente e rigoroso”.
A spiegarlo sono Antonio Bianco e Michele Ferro di Abicert, organismo di certificazione abilitato dai Ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico, specializzato nella filera edilizia, che in Abruzzo ha la sua sede abruzzese ad Ortona (Chieti), e che anche quest’anno non ha mancato l’appuntamento con il 5° Salone della ricostruzione. Con una mission ben precisa, far comprendere ai visitatori che dietro quei codici incomprensibili che contrassegnano le singole certificazioni di qualità, c’è invece un obbligo imposto dall’Europa e dal mercato comune, e una seria e rigorosa filiera di controlli a vantaggio dei cittadini, del cliente ma anche delle aziende.
“Ci sono certificazioni obbligatorie, ed altre facoltative – spiega Ferro – ma anche ne secondo caso, la certificazione offre una marcia in più all’azienda e al professionista, perchè oltre alle agevolazioni fiscali e di altro genere, può dimostrare in modo indiscutibile la qualità e l’eccellenza del prodotto e della prestazione che offre sul mercato”
Quattro sono le certificazioni di sistema, che Abicert rilascia dopo l’istruttoria affidata a tecnici specializzati. C’è la “Iso 9001”, che valuta la qualità complessiva di un organizzazione aziendale, dalla direzione alla vendita del prodotto o prestazione, passando per il marketing, la progettazione e la produzione. Molti committenti richiedono la Iso 9001 per la partecipazione ai bandi di progettazione e direzione lavori.
C’è poi il “Bs Ohsas 18001”, che certifica la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La ditta che ne è in possesso abbatte, come dimostrano le statistiche, il numero degli infortuni, in particolare nell’edilizia, ha anche il vantaggio di pagare fino al 30 per cento in meno del tasso Inail, si mette al riparo dalla responsabilità amministrativa per i reati in materia di sicurezza, e dalle penali che possono arrivare a 1,5 milioni di euro.
E ancora la “Iso 14001”, che certifica che un’azienda è dotata di un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile.
Lo standard “Iso 5001” focalizza infine l’attenzione sull’efficienza energetica, nello specifico, e soprattutto richiede che la promozione dell’efficienza energetica venga considerata lungo tutta catena di distribuzione dell’organizzazione come requisito da richiedere anche ai propri fornitori.
Ci sono poi le certificazioni obbligatorie dei materiali che devono ottemperare agli standard fissati dall’Europa, e meritare il marchio “Ce”: prefabbricati, blocchi per solaio, additivi, legno strutturale, miscele ed emulsioni bituminose, calce e bitumi, panelli, camini e tanti altri. Ultima arrivata la certificazione obbligatoria per le strutture in acciaio e alluminio.
“Nel settore dell’edilizia – conclude Bianco – l’affidabilità e sicurezza dei materiali è decisiva al prevenire incidenti e lutti. Il questi giorni al salone stiamo svolgendo un’opera di informazione mirata in particolare ai professionisti impegnati nella ricostruzione post-sismica, invitandoli anche ai nostri corsi di formazione”. (f.t.)






