L’AQUILA – “Non è più pensabile una manifestazione così senza avere uno spazio disponibile. È una questione di sostenibilità di costi e di possibilità di offrire un servizio migliore”.
Si chiude con una nota polemica la seconda edizione del Salone dei prodotti tipici dei parchi d’Italia, dallo scorso 16 maggio a oggi, lunedì 19, nella struttura ex Agriformula, nucleo industriale Caselle, località Bazzano, L’Aquila.
Nonostante il successo della manifestazione, migliaia i visitatori in tre giorni in giro per i 200 stand, per Roberto Di Vincenzo, presidente della società di comunicazioe Carsa, che organizza l’evento, è “fondamentale risolvere il problema della location. Altrimenti diventa difficile riproporre questo salone, non possiamo sostituirci alle istituzioni come fatto fino a oggi”.
“Serve una riflessione comune, questo è il ‘prodotto’ più importante di questo territorio a livello di manifestazione, che porta turismo, che punta alla qualità e che in Italia è l’unica di questo tipo. Puntiamo a migliorarla sempre”, le parole di Di Vincenzo.
“Con la vita urbana moltissimi giovani non conoscono gli animali, qui dentro riusciamo a fare anche educazione alimentare. E cerchiamo, con i convegni e con l’informazione, di far comprendere la salvaguardia del territorio, dell’ambiente”, dice infine il presidente della società organizzatrice. Roberto Santilli





