L’acqua è vita e da quando è iniziato lo strano inverno caldo, l’acqua ora è un problema. Anzi, una emergenza. Di carenza d’acqua e di poltrone che girano intorno ai serbatoi elettorali si parla anche troppo senza mai venire a capo di nulla. Tranne qualche operazione anti sprechi che ad ogni piè sospinto deve essere sbandierata tanto per farsi dire che si sta facendo qualcosa. Un gioco di scacchi: si toglie tizio dal quel posto e si mette caio in quell’altro. E dell’acqua si scordano tutti, tranne quando bisogna aumentare le tariffe. In questo momento storico l’acqua è una emergenza. E gli allarmismi si sprecano come i rivoli che defluiscono ogni giorno dalle condotte colabrodo. Ci sono località , come Pescara, dove oltre il sessanta per cento dell’acqua si è sempre sprecata perchè le tubature fanno acqua da tutte le parti. Tra non molto rimarremo a secco, tuonano i corvi, l’acqua sarà razionata nelle case. Ci mancava solo questo terrorismo idrico. Ora siamo a posto. Domani di emergenza acqua si parlerà in Comune a Chieti durante una riunione convocata dall’assessore alla gestione del acquedotto comunale Luigi Febo. Parteciperanno anche il sindaco Francesco e i rappresentanti dell’Aca e dell’Ato. Cioè gli stessi che da anni fanno girare le poltrone all’interno di questi remunerativi carrozzoni. Anzi, portatori d’acqua. Ma non stiamo dicendo nulla di nuovo nè di eclatante. Tante inchieste giornalistiche del passato hanno portato a galla strapoteri e menefreghismi, ogni tanto ci si mette una pezza antispreco, fino a quando un bel giorno l’Abruzzo scopre che ha ancora un mese di autonomia e poi rubinetti a secco. Eh no, certi terrorismi non li accettiamo . Se l’acqua non c’è non è solo colpa del caldo. Ma anche di chi doveva anticipare certe emergenze. Altri incontri ravvicinati di questo tipo , come quello di Chieti, saranno convocati nei prossimi giorni da altri enti e strutture. Tutti uniti appassionatamente per dire che la comunità deve fare sacrifici perchè l’acqua sta finendo. Invece le cose non stanno esattamente così. Non molto tempo fa fu uno dei tanti rappresentanti dell’Aca e Ato a commentare che l’acqua in Abruzzo non manca. Anzi, è una delle regioni italiane che può contare su un approvvigionamento idrico di eccellenza. E allora che cosa è successo nel frattempo? Dove sono andate a finire le tonnellate d’acqua di cui sopra? Semplice: disperse nelle strutture colabrodo. Perchè a forza di occuparsi di girandole di nomi e poltrone che ruotano come avvoltoi negli enti preposti, ci si è dimenticati di far aggiustare le tubature che scorrono sotterranee come tanti ombrelli bucati. O forse lo hanno fatto ma una notizia così non meritava di essere pubblicizzata. O forse è tutto a posto e la bucaniera si è distratta e ha perso l’attimo fuggente. Morale della favola: l’Abruzzo è ricca di acqua, ma a causa del restringimento dei corsi d’acqua dovuto alla mancanza di piovosità e ad un inverno con alte temperature, il prezioso liquido si è dissolto. E’ vero. Che ora però la comunità abruzzese deve sorbirsi i terrorismi che arrivano da chi certi problemi li doveva anticipare e risolverli, questo è davvero troppo.Ed è inaccettabile.
(fonte: abruzzoreport.com)




