Si può assumere il ruolo di RSPP datore di lavoro? La risposta è sì, ma non sempre e non in modo automatico. Il D.Lgs. 81/2008 consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione in alcuni casi specifici, legati soprattutto alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di attività. È una possibilità pensata in particolare per molte piccole e medie realtà, dove il titolare conosce da vicino processi, persone, macchinari, ritmi produttivi e criticità quotidiane. Ma proprio per questo non va interpretata come una scorciatoia burocratica. Assumere il ruolo di RSPP significa entrare nel cuore dell’organizzazione della sicurezza aziendale, partecipare alla valutazione dei rischi, contribuire alla definizione delle misure preventive, mantenere aggiornata la documentazione e costruire un rapporto continuo con lavoratori, preposti, medico competente e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il punto decisivo non è soltanto “posso farlo?”, ma “sono nelle condizioni di farlo bene?”. Nel 2025, con il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza, il tema è diventato ancora più attuale: il percorso formativo del datore di lavoro e quello del datore di lavoro che intende ricoprire direttamente la funzione di RSPP sono stati ridefiniti in modo più organico, con un’attenzione maggiore alla qualità della formazione, alla tracciabilità e alla coerenza tra corso frequentato e ruolo realmente svolto in azienda.

Quando il datore di lavoro può fare direttamente l’RSPP

La normativa individua i casi in cui il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. In linea generale, questa facoltà riguarda le aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, le aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, le aziende della pesca fino a 20 lavoratori e le altre aziende fino a 200 lavoratori, con esclusioni importanti per alcune attività industriali considerate particolarmente delicate o ad alto rischio. Non è quindi sufficiente essere titolari dell’impresa: occorre verificare settore, numero di lavoratori, natura dell’attività e presenza di eventuali condizioni che impediscano lo svolgimento diretto del ruolo. Il RSPP datore di lavoro non sostituisce gli altri obblighi del titolare, né alleggerisce la responsabilità generale sulla sicurezza. Al contrario, rende ancora più evidente la necessità di un approccio ordinato. La valutazione dei rischi e la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione restano tra gli obblighi centrali del datore di lavoro. Quando il titolare assume direttamente il ruolo, concentra su di sé una parte rilevante del sistema prevenzionistico. Questo può funzionare molto bene nelle imprese dove la catena decisionale è corta, il confronto con i lavoratori è diretto e le scelte operative possono essere corrette rapidamente. Può invece diventare fragile quando la sicurezza viene gestita solo come adempimento documentale, senza osservazione dei processi reali. Un esempio aiuta a capire: in una piccola officina, il titolare che conosce ogni macchina può individuare rapidamente un problema di protezione, un’abitudine scorretta, una procedura non rispettata. Ma quella conoscenza pratica deve essere tradotta in metodo, registrazioni, formazione, manutenzione, sorveglianza e aggiornamento.

Formazione, aggiornamento e responsabilità: il ruolo non è solo formale

La formazione è il passaggio che distingue un incarico assunto correttamente da una semplice dichiarazione di intenti. Il datore di lavoro che vuole svolgere direttamente i compiti di RSPP deve frequentare corsi adeguati alla natura dei rischi presenti in azienda e deve aggiornarsi secondo le scadenze previste. Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel maggio 2025, il percorso è stato riorganizzato: alla formazione del datore di lavoro si affianca il modulo specifico per chi intende svolgere anche la funzione di RSPP, con eventuali moduli integrativi per determinati settori. Questa impostazione rende più chiaro un aspetto spesso sottovalutato: essere titolari non equivale automaticamente ad avere competenze tecniche, organizzative e giuridiche sufficienti per gestire la prevenzione. Il corso serve proprio a collegare responsabilità, valutazione dei rischi, misure di prevenzione, documentazione, consultazione dell’RLS, gestione delle emergenze e controllo nel tempo. L’aggiornamento periodico, poi, non è un dettaglio. Norme, prassi ispettive, tecnologie, attrezzature, organizzazione del lavoro e rischi emergenti cambiano. Si pensi allo stress lavoro-correlato, al lavoro con videoterminali, alla movimentazione manuale dei carichi, alle sostanze pericolose, agli appalti, alla presenza di lavoratori stranieri o giovani, fino alle nuove modalità di formazione a distanza. Un RSPP datore di lavoro efficace non si limita a conservare un attestato: mantiene vivo un sistema, verifica che le procedure siano comprese, aggiorna il DVR quando cambiano attività o assetti organizzativi, ascolta le segnalazioni e trasforma gli incidenti mancati in occasioni di miglioramento.

Progetto81: formazione strutturata per chi deve orientarsi tra obblighi e scelte operative

Progetto81 è l’ente specializzato in consulenza e formazione sulla sicurezza sul lavoro, con un’offerta costruita proprio sulle figure previste dal D.Lgs. 81/2008 e aggiornata al nuovo Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17 aprile 2025. Il sito presenta un percorso dedicato ai corsi RSPP Datore di Lavoro, articolato in modo progressivo: corso Datore di Lavoro da 16 ore, modulo comune RSPP Datore di Lavoro da 8 ore e, per alcuni settori ATECO, moduli tecnico-integrativi specifici. È un’impostazione utile perché aiuta l’impresa a non confondere i diversi piani della formazione: il datore di lavoro, il datore di lavoro che svolge anche il ruolo di RSPP, l’RSPP interno o esterno con percorso modulare A, B e C, i lavoratori, i preposti, i dirigenti, l’RLS e le figure dell’emergenza.

Progetto81 propone corsi RSPP Datore di Lavoro in e-learning, videoconferenza e, su richiesta, formazione ad hoc o in house, con programmi che richiamano temi concreti come criteri e strumenti per l’individuazione dei rischi, struttura e contenuti del DVR, analisi degli infortuni mancati, gestione della documentazione tecnico-amministrativa, misure di prevenzione e protezione, DPI, segnaletica e fattori di rischio collegati a luoghi di lavoro, attrezzature, movimentazione manuale, videoterminali, agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici e stress lavoro-correlato. Per un titolare che intende assumere direttamente il ruolo di RSPP datore di lavoro, rivolgersi a Progetto81 può essere una scelta sensata non solo per frequentare il corso obbligatorio, ma anche per chiarire quale percorso sia coerente con il proprio settore, quali aggiornamenti siano necessari e come tradurre la formazione in procedure realmente applicabili.