PESCARA – Un controllore sale su un autobus dell’Arpa che collega Città Sant’Angelo a Pescara e perde la pazienza di fronte a un passeggero che non vuole mostrare il suo biglietto e glielo dice anche a brutto muso.

Comincia un aspro battibecco e, a un certo punto, la rabbia del controllore si fa incandescente, tra insulti e minacce, e solo grazie ad alcuni passeggeri i due non vengono pesantemente alle mani.

Il video è diventato virale e i commenti degli utenti delle reti sociali sono molto negativi nei confronti di chi, quando lavora in divisa, dovrebbe avere un linguaggio decoroso.

Ma la cosa è andata diversamente, come racconta ad AbruzzoWeb lo stesso controllore coinvolto, spiegando di essere stato pesantemente insultato e minacciato con un taglierino, fatti per cui “saranno esperite tutte le azioni penali a mia tutela”, spiega, spiegando che gli episodi di tensione si sono moltiplicati in questo periodo storico anche per colpa della crisi.

“Salito sulla tratta delle linee Arpa Pescara-Città Sant’Angelo per effettuare i controlli, ho chiesto il biglietto al passeggero che si dice ‘aggredito’. Il soggetto ha presentato, dopo parecchi minuti, un biglietto scaduto da 2 mesi – racconta il controllore a questo giornale – A quel punto, con tutta calma, gli ho comunicato che avrei dovuto elevare la multa perciò ho chiesto di esibire un documento di riconoscimento; il passeggero ha replicato che non aveva i documenti e che avrebbe dato le proprie generalità a voce”.

“Sempre con calma, ho fatto notare che non era possibile e che era necessario esibire i documenti. A tale ulteriore richiesta il viaggiatore con toni alterati mi si è rivolto contro dicendomi che ero ‘un controllore di merda’ e ha estratto dalla tasca un taglierino – prosegue il racconto – L’ho invitato a scendere in quanto sfornito di biglietto e di documenti, ma di tutto rimando il viaggiatore mi ha risposto che ero io a dover scendere e ad abbandonare l’autobus perché incapace”.

Secondo il verificatore, “quanto accaduto e che oggi fa notizia è solo uno dei tanti episodi che si verificano quotidianamente e che vedono i controllori esposti a continue minacce e insulti da parte di utenti che, sprovvisti di titolo di viaggio non accettano né di essere multati né di dover scendere dall’autobus. Tale comportamento – protesta l’uomo – si riscontra in aumento negli ultimi tempi anche a causa di una crisi economica che ha ridotto le capacità economiche di una classe sociale più svantaggiata che maggiormente si serve del trasporto pubblico”.

“In un contesto difficile per il settore pubblico dei trasporti caratterizzato da una progressiva riduzione dei trasferimenti dei contributi dallo Stato alle Regioni – fa notare in conclusione – diventa ancora più urgente recuperare l’evasione che dalla stessa azienda è stata stimata in circa 7,5 milioni l’anno, risorse che potrebbero essere utilizzate per il miglioramento del servizio a vantaggio di tanti utenti che pagano regolarmente il biglietto”.