L’AQUILA – “Anche per l’Italia la priorità è, davanti alla crisi energetica globale, quella di massimizzare l’autonomia energetica, riducendo intanto il fabbisogno, perché la dipendenza dalle fonti fossili da paesi stranieri, e politicamente instabili, è evidente che comporta molte incognite. Questo puntando sul risparmio energetico, in primis delle abitazioni, incrementando nel più breve tempo possibile la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Questa la ricetta suggerita, nel bel mezzo della tempesta perfetta della guerra scatenata da Usa e Israele in Iran, da un addetto ai lavori, Mauro Scopano, amministratore della Aterno Gas & power dell’Aquila, operante nel settore nella fornitura del gas metano, energia elettrica e che dal 2015 offre anche soluzioni per l’efficientamento energetico.

E proprio sul fronte del risparmio energetico Scopano, che è anche il presidente della Rugby L’Aquila, squadra che milita in serie A, nell’intervista ad Abruzzoweb indica una concreta possibilità offerta oggi dal Conto termico 3.0, che finanzia interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili.

“In questo decennio non si può stare certo tranquilli, prima il covid, poi la guerra in Ucraina, ora quella in Iran, che hanno inciso sul costo delle materie prime, compresa l’energia, a danno di imprese e famiglie. Questa ultima crisi ha ha

 sicuramente determinato un forte shock che ha  impattato prevalentemente però sul petrolio, meno sul gas. Certo anche nel secondo caso i prezzi sono tornati a salire dopo un periodo di discesa, tanto che si era tornati quasi ai livelli, comunque accettabili”, spiega l’imprenditore. 

Scopano esibisce dunque un grafico elaborato sui dati del Title Transfer Facility è il principale mercato virtuale all’ingrosso per lo scambio del gas naturale in Europa.

“Come si vede, il picco si è raggiunto nel 2022, con la guerra in Ucraina, dove il gas è arrivato a sfiorare i 3 euro a metro cubo, come costo della materia prima, attenzione non come prezzo finito perché poi ci sono tante altre componenti. Poi la discesa costante ed ora siamo a cinquanta euro a megawatt, con una contenuta risalita, lo stesso livello fondamentalmente di 2025. Ora bisogna sperare che la crisi termini prima dell’inverno, quando aumenterà il fabbisogno, e allora non ci saranno scossoni. Questo è un periodo molto importante dell’anno, perché essendo diminuiti i consumi  di metano per il riscaldamento è il momento di fare le scorte ed è ora che si va a formare  il prezzo   visto dei discorsi importanti e potremo eh essere molto positivi su quello che sarà il prossimo inverno. Sono ottimista per natura, e lo sono anche in questo caso”.

Detto questo però, anche per Scopano, la grande priorità per l’Italia è quella di massimizzare l’autonomia energetica e riducendo il fabbisogno.

A tal proposito utile più che mai il Conto termico 3.0, che finanzia al 65% a fondo perduto per i privati, e anche interamente per gli edifici pubblici la trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”, con l’isolamento termico di superfici, la sostituzione di sistemi per l’illuminazione di interni e delle pertinenze, l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici, le ricariche private di veicoli elettrici, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore, la sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore, altri interventi.

“Puntare sull’efficienza energetica – osserva Scopano – non consente solo un risparmio notevole al a cittadino in bolletta, ma abbassa il fabbisogno complessivo del sistema Paese. Il conto termico consente poi di ricevere un contributo a fondo perduto immediato da parte del Gse, non parliamo quindi di credito fiscale, erogato in un’unica soluzione, se l’intervento ha un costo inferiore a 15.000 euro di contributo, in più anni se l’importo supera  questa cifra.

Inoltre sottolinea Scopano, “la procedura è molto semplice,  basta fare domanda di contributo al portale del Gse. Per quanto riguarda invece le imprese che vogliono realizzare l’intervento occorre un’autorizzazione preventiva, poi possono caricare sul portale il progetto con indicati costi e macchinari che verranno appunto installati. Ottenuto l’ok del Gse il cliente non dovrà fare nulla ma ci penseranno le società a gestire tutta la procedura.  Nel portale ci sono anche sezioni con dei cataloghi degli apparecchi pre-autorizzati”.

È una misura alla portata, spiega ancora Scopano: “con un risparmio può arrivare fino al 65% dell’investimento, ammortizzabile in pochi anni. Per fare un esempio, un impianto fotovoltaico da 4-5 chilowatt, con tecnologie ormai mature e affidabili, non viene a costare più di 5.000 euro, con il 65% coperto dal contributo pubblico, e che garantirà importanti risparmi in bolletta da subito, perché si potranno alimentare ad energia fotovoltaica anche le pompe di calore per scaldarsi l’inverno, che sono comunque ibride, ovvero possono  andare anche a gas. Inoltre la tecnologia del fotovoltaico ha fatto in questi anni passi da gigante, dopo 20 anni di esercizio un impianto mantiene il 90% dell’efficienza, come pure sempre più potenti sono i sistemi di accumulo”.

Conclude Scopano: “guardiamo alla Spagna, che ha un clima molto simile a quello italiano  e che ha raggiunto un’alta autonomia a livello di produzione energetica da rinnovabili, oltre l’80% di produzione da eolico e  fotovoltaico. Ora loro soffrono molto di meno il rincaro del costo del petrolio, a beneficio di cittadini e imprese e della competitività della loro economia”.