PESCARA – Il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carlo Sacco, nell’ambito della vicenda riguardante l’inchiesta su rifiuti, che il 22 settembre 2010 portò all’arresto dell’ex assessore regionale alla Sanità e attuale capogruppo di Nuovo centrodestra, Lanfranco Venturoni, e l’imprenditore Rodolfo Di Zio, nota come “rifiutopoli”.
Di Stefano deve rispondere di corruzione e millantato credito.
Coordinata dai pm Annarita Mantini e Gennaro Varone, l’inchiesta giudiziaria ruota attorno alla realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione.
Il processo a suo carico davanti al Tribunale collegiale di Pescara prenderà il via il prossimo 19 marzo.
Di Stefano era già stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Teramo, ma poi il collegio ha accolto una eccezione, sollevata dall’avvocato Massimo Cirulli, difensore di Di Stefano, circa la nullità del decreto che dispone il giudizio, rinviando gli atti al giudice per le udienze preliminari e stralciando, dunque, di fatto la posizione del parlamentare.




