L’AQUILA – Un sacchetto con il codice a barre per la raccolta dei rifiuti per stanare i “furbetti” della differenziata.

Così l’Aquilana società multiservizi (Asm) si prepara ad una stagione di controlli a tappeto e sanzioni delle irregolarità.

“Nonostante la differenziata sia entrata a pieno regime i dati per quanto riguarda tutti gli alloggi del Progetto C.a.s.e. sono molto bassi – spiega l’amministratore unico Francesco Rosettini -. Parlo di una differenziata approssimativa e mal fatta, con un conseguente dispendio di inutili risorse da parte degli operatori”.

L’idea che si sta quindi concretizzando, è quella di rendere tracciabile il pattume in modo da poter fare delle indagini a campione e sanzionare poi le irregolarità.

“Contiamo di migliorare i dati durante il primo semestre del 2017, quando verrà messo a regime il centro di raccolta”, dice Rosettini.

L’Asm annuncia un giro di vite anche contro chi abbandona rifiuti ingombranti alimentando vere e proprie discariche abusive che proliferano su tutto il territorio comunale, come ha denunciato nei giorni scorsi anche il consigliere Tonino De Paolis puntando l’indice contro gli elettrodomestici abbandonati in un boschetto di Bagno.

“Abbiamo provveduto ad installare delle telecamere in alcune zone a rischio sulla Mausonia, vicino la palestra Arcobaleno, nella zona industriale di Pile e a Sassa Scalo – spiega Rosettini -. Ritengo con assoluta certezza che il problema sia accentuato dai numerosi cantieri”.

Nelle discariche improvvisate, infatti, spesso si trovano grandi quantità di materiali di scarto di lavorazioni edili, probabilmente abbandonati dalle stesse imprese.

Rosettini infatti conferma “con un certo rammarico”, come dalla visione dei filmati della videosorveglianza è stato appurato come non siano solo i singoli cittadini ad abbandonare rifiuti in strada.

Sono partite già diverse sanzioni amministrative per i privati e delle denunce per chi esercita un’attività commerciale, visto che si profila l’ipotesi del reato ambientale collegato all’abbandono di rifiuti.

In quest’ultimo caso, il Comune si costituirà civile insieme all’Asm.

“È un danno economico ed ambientale, ci sono 2 tipi di abbandono: quello dei rifiuti lasciati vicino al cassonetto e le cosiddette discariche abusive che prevedono tutta una procedura a parte”, spiega l’amministratore dell’Asm.

“Tutti questi adempimenti – prosegue – richiedono uno spreco di denaro e di risorse, gli operai vengono distolti dalla normale attività e invece impiegati a porre rimedio a una serie di illeciti”.

Entro marzo 2017, annuncia infine Rosettini, l’Asm disporrà di una piattaforma per la selezione dei rifiuti all’interno di un capannone di Bazzano.