SULMONA – Rifiuta le avances del suo capo animatore, che decide di violentarle ripetutamente.
È la terribile storia di violenza che si è consumata nel cuore del Parco d’Abruzzo.
La Procura della Repubblica di Sulmona, guidata dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Bellelli, e la Compagnia Carabinieri di Castel di Sangro comandata dal capitano Fabio Castagna, hanno concluso in pochi giorni l’indagine per violenza sessuale commessa ai danni di una giovane donna alla fine di agosto in ambiente di lavoro da un superiore.
La vittima ha denunciato il fatto due giorni dopo: i carabinieri si sono immediatamente attivati e coordinati con il magistrato, hanno assunto informazioni ed acquisito il referto medico di pronto soccorso.
Si tratta della prima applicazione in Abruzzo del “codice rosso”, il procedimento penale veloce introdotto per alcuni reati come maltrattamenti in famiglia, stalkinge e violenza sessuale.
Il pm Bellelli ha ascoltato personalmente la parte offesa ed ha poi richiesto la misura della custodia cautelare nei confronti dell’indagato.
Il gip del Tribunale di Sulmona, Daniele Sodani, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere eseguita nei giorni scorsi.
La violenza, secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbe verificata in un hotel ai danni di una ragazza di 20 anni che si trovava lì come animatrice turistica.
Il capo animatore, un ragazzo di 28 anni, secondo la denuncia della giovane, sarebbe entrato nella sua stanza dopo il suo rifuto e avrebbe abusato di lei più volte, tanto che la ragazza è finita in ospedale a Castel di Sangro.
Poi, la denuncia nella caserma dei carabinieri.
Il ragazzo accusato di violenza, ascoltato dal pm, si è difeso, parlando di un “rapporto consenziente”.






