L’AQUILA – “Per la metà di giugno dovremmo cominciare i lavori di questa che è la più grande opera pubblica d’Abruzzo realizzata da una stazione appaltante locale, a parte le autostrade costruite dal ministero delle Infrastrutture, e l’Ospedale regionale realizzato dalla Regione Abruzzo”.

È più che soddisfatto Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua, per i lavori, quelli dei sottoservizi del centro storico aquilano, “pronti a partire a giugno” dopo il caso dello scorso aprile circa le osservazioni fatte da Paolo Aielli dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila.

“Ci sono delle difficoltà legate alla percorribilità organica dell’intervento – ammette Di Benedetto ai microfoni di AbruzzoWeb – ma ci stiamo lavorando. Con grande soddisfazione ci accingiamo a partire con la realizzazione di questa opera pubblica, il primo stralcio dei sottoservizi con un’alta innovazione tecnologica, parliamo di una galleria ispezionabile di 17 chilometri di strade all’interno del centro storico dell’Aquila, dentro le mura. Per la metà di giugno dovremmo cominciare i lavori della più grande opera pubblica d’Abruzzo realizzata da una stazione appaltante locale, a parte le autostrade costruite dal ministero delle Infrastrutture, e l’Ospedale regionale realizzato dalla Regione Abruzzo”.

“Dobbiamo lavorare in maniera precisa e puntuale sia sull’incremento degli investimenti sul settore pubblico, sia sulla compatibilità degli investimenti pubblici con quelli privati. Vivremo la nostra città se saremo nelle condizioni di mantenere la vita all’interno della stessa, sia per le relazioni sociali, sia per la vivibilità, che del lavoro e delle condizioni economiche per poter restare all’Aquila”, continua il presidente della Gsa, che nell’intervista video parla anche di elezioni regionali e di situazione all’interno del Partito democratico aquilano, di cui fa parte.

“La zona franca urbana poteva essere spesa nell’immediato post-sisma, senza passare per l’Europa. Nel rapporto con l’Europa molto probabilmente falliamo perché non ci siamo dentro appieno. Il vero grande aiuto da questo punto di vista è stata la forfetizzazione delle imposte, oggi dobbiamo continuare a combattere sul fronte delle tasse nel quadro europeo perché non possiamo permetterci di perdere questa agevolazione. Va sostenuto che non ci sono gli estremi per aiuto di Stato”, l’opinione di Di Benedetto sulle questioni tasse-Europa per L’Aquila terremotata. (r.s.)