L’AQUILA – “La ricostruzione pubblica non è bloccata, ci sono degli annunci, ma tra l’inizio di un procedimento e la sua concretizzazione per la normativa che abbiamo passano 2-3 anni”.

A lanciare l’allarme dai microfoni di AbruzzoWeb è l’assessore comunale alla Ricostruzione dell’Aquila Pietro Di Stefano.

Doppiamente coinvolto dal momento che, oltre al suo incarico amministrativo, lavora come funzionario dello stesso provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, stazione appaltante delle principali opere di ricostruzione pubblica.

“Faccio un esempio, i Quattro cantoni – ricorda Di Stefano – tre sono privati, uno è pubblico, ovvero la biblioteca, e ce l’ha il provveditorato. Per arrivare alla progettazione esecutiva si è dovuti arrivare fino al Consiglio di Stato e ora passerà ancora tempo”.

“All’Aquila e in Italia la legge è fatta in questo modo – ricorda poi – Mi sono posto il problema è se in una città colpita dal sisma, fosse giusto cambiare la norma. Non abbiamo insistito per non passare come quelli che chiedono sempre deroghe”.

“La Biblioteca partirà a quasi 10 anni dal sisma, la messa in sicurezza avrà bisogno di manutenzione, chi se ne occuperà? In un centro ricostruito, queste situazioni ancora precarie costituiscono pericolo urbano”, conclude. (alb.or.)