L’AQUILA – Un miliardo l’anno per cinque anni così da avere una rinascita post-terremoto dell’Aquila pienamente avviata entro il 2018.
Questa la road map per la ricostruzione privata del centro storico svelata oggi dal Comune capoluogo.
Il sindaco, Massimo Cialente, e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano hanno presentato il documento che sancisce i “Criteri operativi per la programmazione della ricostruzione privata nei centri storici del Comune”, approvato ieri sera dalla Giunta comunale e trasmesso al Consiglio per l’approvazione. “Quando? Dipende dal presidente Carlo Benedetti“, ha spiegato il sindaco.
“Al governo diamo il nostro cronoprogramma e diciamo: questo è quello che vogliamo fare, si regge su una tua decisione – ha annunciato Di Stefano – Ci serve un miliardo l’anno, risorse costanti, certe, fluide nel tempo. Ci hanno chiesto montagne di carte fino a oggi, le abbiamo prodotte, ora l’esecutivo faccia la sua parte”.
Pesa anche l’assenza di un governo pienamente in carica: “Non avere un interlocutore forte si aggiunge ai tanti problemi che abbiamo, ma è un guaio per tutto il Paese”, ha ammesso l’assessore.
“Giusto ieri – ha ricordato Max – abbiamo presentato il sito web della candidatura della città dell’Aquila, a Capitale europea della Cultura 2019. Per il 2018, pertanto, la città dovrà presentarsi ricostruita”.
Cialente ha aggiunto che “ora l’impegno è del governo che deve garantirci un flusso continuo di risorse, secondo il cronoprogramma che oggi stesso presenteremo. Già da quest’anno – ha assicurato il primo cittadino – partiremo con l’asse centrale; poi avvieremo altri segmenti di città, come da documento, e le frazioni, le più danneggiate dal punto di vista strutturale e sociale”.
“È fondamentale – ha proseguito il primo cittadino – anche che arrivino le schede parametriche, i progetti. Oltre al governo l’appello va anche ai professionisti, perché programmino il loro lavoro, e alle imprese, perché lavorino con la massima intensità possibile”.
MAX: ”NIENTE CASSA DEPOSITI E PRESTITI? ALLORA L’ITALIA NON VUOLE RICOSTRUIRE”
“Se non sarà ripristinato il meccanismo dei contributi attraverso Cassa depositi e prestiti, vuol dire che l’Italia, il sistema Paese, ha deciso che non si vuole ricostruire L’Aquila”.
Lo ha affermato oggi Massimo Cialente, sindaco del capoluogo d’Abruzzo semidistrutto dal sisma del 6 aprile 2009, a margine di una conferenza stampa sulla presentazione di criteri per la ricostruzione privata.
Nei primi anni della ricostruzione “leggera”, quella delle abitazioni meno danneggiate, con il “contributo agevolato”, attraverso un mutuo pescato da un plafond di 2 miliardi messo a disposizione dalla Cassa, le somme richieste per la ricostruzione venivano messe a disposizione velocemente e senza andare a gravare sull’indebitamento generale dello Stato.
Un sistema che ha funzionato ed è stato adottato anche per la ricostruzione dell’Emilia Romagna.
Esaurito il plafond, tuttavia, oggi si è tornati al “contributo diretto”, con passaggi burocratici al Comune, approvazione degli stati di avanzamento dei lavori, rendicontazione e attesa paziente del trasferimento di fondi già anticipati dalle imprese, che in molti casi stanno andando in difficoltà.
“Ci serve la Cassa, nel sistema economico attuale altro sistema per farcela non c’è”, ha tagliato corto Cialente.
Sul tema ha parlato anche l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, più possibilista.
“Se non ci sarà la Cassa, noi avremo bisogno comunque di fluidità, costanza e certezza sui fondi. Ci dicano il governo quale può essere un altro sistema così, i fondi Fas non lo sono”.
MAX DENUNCIA: “INGEGNERI NON CHIEDANO SOLDI PER SCHEDA PARAMETRICA”
“Gli ingegneri non devono chiedere soldi in più per stilare la scheda parametrica per la ricostruzione, perché mi sta arrivando questa notizia”.
A denunciare ipotesi di ‘cresta’ per la redazione del nuovo strumento di avvio dei lavori è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine di una conferenza stampa.
“È inutile che qualcuno provi a smentire perché è un dato di fatto, non voglio fare nomi ma è così”, assicura il primo cittadino.
Cialente replica anche al presidente dell’Ordine degli ingegneri, Paolo De Santis, che ha definito “troppo complicata e poco innovativa” la scheda.
“La conoscono da quando è nata, da prima di luglio. Invece di menare il can per l’aia, ognuno deve pensare a fare la sua parte”.
Una replica a De Santis anche dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
“Se il presidente dell’Ordine degli ingegneri ritiene complicata una scheda che molti tecnici che sono venuti hanno detto faranno subito, ho qualche preoccupazione – polemizza – Abbiamo fatto riunioni in tavoli di partenariato e questa cosa non l’hanno detta: la complicazione non so dove stia, basta applicarsi un po’”





