L’AQUILA – Il dibattuto slogan degli ultimi quattro anni “ricostruire L’Aquila com’era e dov’era” si avvia sul viale del tramonto, almeno secondo il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, cioè l’esponente del governo che si occuperà del tema per i prossimi anni.

L’inviato del presidente del Consiglio Enrico Letta lo ha detto ieri nel corso del suo intervento in Consiglio comunale, ma giustamente preoccupati dalla priorità del trovare i quattrini, in pochi ci hanno prestato attenzione.

Il problema è che per Trigilia non è solo una questione di copertura finanziaria, ma di utilità: a suo dire, insomma, alcune parti non hanno affatto bisogno di una ricostruzione integrale.

“Gli storici dell’arte ritengono che bisognerebbe ricostruire tutto il centro storico così com’era – ha ricordato – ma girando, e io un po’ con il sindaco l’ho fatto, si vede molto bene che ci sono delle parti dello stesso centro storico che non richiedono quella preservazione e restauro di altre parti di maggiore pregio”.

Secondo il ministro, “in queste zone si può fare un’operazione di ricucitura legando il moderno all’antico”.

“Se noi pensiamo di ricostruire tutto com’era e dov’era, investiremo molte risorse, alcune delle quali non so fino a che punto saranno un vantaggio per la collettività, anche se possono essere un vantaggio per qualche singolo proprietario – ha insistito – Dobbiamo trovare eventualmente un modo di compensare questi proprietari, di non creare situazioni di disuguaglianza, trovare meccanismi equitativi”.

Insomma, chi aveva una baracca, una cantinola o un garage inutilizzati e fatiscenti da anni in pieno centro storico del capoluogo come delle frazioni come del ‘cratere’, e ce n’erano moltissimi, potrebbe non vederseli ricostruiti ex novo ma solo compensati in qualche modo da stabilire. Con il pagamento dell’esproprio, cubature alternative in altri posti, sgravi fiscali o chissà che cos’altro.

Una posizione non certo definitiva e tutta da discutere, perché il modus operandi della ricostruzione verrà stabilito dalle leggi dello Stato e dalle decisioni del Consiglio comunale, ma comunque da tenere in considerazione perché, vista la delega di Trigilia, esprime quella che al momento è non solo una posizione personale, ma del governo. (alb.or.)