L’AQUILA – Una banca dati sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila contenente indagini, documenti, interdittive e altre informazioni, come progetto sperimentale a livello nazionale per valorizzare i dati grazie al lavoro della direzione nazionale antimafia e far avere proficue indicazioni ai magistrati.
Con questi intenti è stato presentato oggi il Crasi (Centro ricerca e analisi per lo sviluppo investigativo), alla presenza del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, cui collaboreranno numerose istituzioni oltre alla procura distrettuale, come forze dell’ordine, prefettura e Comuni mettendo a disposizione loro documentazione.
“Sul campo ci siamo resi conto che, nei nostri accertamenti, ricorrevano alcuni nominativi e questa scoperta era casuale, affidata al dialogo e alla memoria – ha detto il procuratore antimafia abruzzese, Fausto Cardella – Ci siamo chiesti se si potesse avere una forma di collegamento con proiezione investigativa, da qui è nato questo progetto”.
“Vogliamo valorizzare il lavoro fatto materialmente dalla polizia giudiziaria cui siamo grati, ma chiediamo un sostegno perché sviluppo e analisi richiedono impegno”, ha aggiunto.
“Noi della Dna consideriamo questo progetto lo sviluppo del lavoro in cui abbiamo creduto – ha commentato Roberti – Il sistema informativo e le banche dati sono il cuore pulsante per le indagini di contrasto alle mafie e al terrorismo. Vederlo esportato come modello è un motivo di conforto”.
La raccomandazione del procuratore nazionale è stata la stessa fatta nella precedente firma del protocollo di collaborazione tra le procure contro il terrorismo: “Se mettiamo sulla carta dei princìpi e poi non li facciamo vivere è come se non facessimo nulla. Il sistema va fatto vivere credendoci e alimentandolo continuamente”, ha concluso.
A spiegare i dettagli è stato il sostituto procuratore distrettuale Antonietta Picardi.
“Vedevamo sempre gli stessi nomi, le stesse imprese, lo stesso modus operandi, non potevamo affidare la ricerca nelle carte solo alla nostra memoria e al dialogo – ha premesso – Ognuno di noi ha scelto la sua banca dati personale, poi abbiamo capito che l’ideale fosse fare un progetto tutti insieme con l’aiuto della Dna”.
Il nuovo sistema “è una ‘partizione logica’ della banca dati della Dna che sviluppa logicamente l’analisi investigativa e i dati che ci sono all’interno. Metteremo in relazione tutti i nostri procedimenti penali e le informative per analizzarli in comune con quelli delle altre procure distrettuali”.
“In particolare – ha elencato – saranno inseriti i procedimenti penali già trattati connessi alla ricostruzione post-sisma, immaginate che mole di materiale: dai reati contro la pubblica amministrazione alle truffe, fino all’intermediazione illecita di manodopera normale o con infiltrazioni mafiose”.
“Poi, tutte le comunicazioni che ci manda il prefetto, le interdittive con informazioni che non abbiamo – ha aggiunto ancora – Le informazioni degli uffici del Comune dell’Aquila e del cratere e gli uffici speciali Usra e Usrc. Stileremo un protocollo con l’amministrazione comunale del capoluogo per accedere alle loro banche dati con tutti i dati sulla ricostruzione privata”.
“Vogliamo aggregare, elaborare, depurare e infine valorizzare questi dati con quelli già inseriti nella Dna, a trarne profitto saranno i magistrati”, ha concluso. Alberto Orsini





