L’AQUILA – “La bandiera italiana, insieme all’inno di Mameli, rappresenta il simbolo dell’unità e il senso di dignità dell’essere italiani. Noi tutti ci riconosciamo in questi simboli, definiti dall’articolo 12 che individua nella bandiera italiana il reale contrassegno del Paese, con i tre colori che rappresentano i diritti fondamentali dell’uomo quali Giustizia, Uguaglianza e Fratellanza”.

Lo afferma il coordinamento aquilano del Centro Democratico.

“Il gesto eclatante di Massimo Cialente di rimuovere la bandiera tricolore dagli uffici pubblici per protestare contro la mancata erogazione dei fondi per la ricostruzione – scrivono in una nota il Coordinamento del Centro Democacratico – esprime chiaramente l’inquietudine e la rabbia di chi vede venir meno per la città che amministra quei diritti fondamentali di uguaglianza e giustizia rappresentati dal tricolore. L’Aquila è una città sfinita e l’allarme del Sindaco, con il clamoroso gesto di rimuovere la bandiera nazionale dagli uffici pubblici, interpreta efficacemente la disperazione di tutti i cittadini consapevoli dell’assenza di risorse per la ricostruzione”.

“Risulta dunque dannoso e improduttivo rivolgere l’attenzione al dito, la bandiera rimossa, che indica la luna, gli enormi problemi della ricostruzione e l’assenza di risorse finanziarie, e questi ultimi rischiano di creare potenziali turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, non meno della bandiera rimossa che sta ad indicare l’assordante silenzio che sommerge L’Aquila e tutto il cratere”.

“Il Centro Democratico regionale e aquilano – conclude la nota – continua a garantire tutto il suo sostegno al Comune dell’Aquila e a tutte le amministrazioni locali interessate, per passare dalle enunciazioni ai fatti con un vero dialogo fra tutte le parti in  causa in grado di superare ogni contrapposizione politica e per il superamento degli steccati artificiosi. C’è un unico interesse generale: avviare concretamente la ricostruzione e lo sviluppo economico del cratere, condizioni imprescindibilmente legate l’una all’altra”.