L’AQUILA – Il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ieri sera ha inviato una nota a Gianni Chiodi in merito alla Relazione finale predisposta dal Commissario delegato alla ricostruzione, inviata il 29 settembre scorso al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Sottolineando l’importante valore del documento dal punto di vista storico-documentale, programmatico e legale, il Ministro ha anche rilevato l’utilità della Relazione quale presupposto per l’emanazione dei successivi provvedimenti, necessari a definire i prossimi stanziamenti di risorse per la ricostruzione dei centri storici, e a disciplinare i rapporti in essere sul territorio colpito dal sisma del 2009.
Tuttavia, ha aggiunto Fabrizio Barca, “la Relazione è da ritenersi incompleta, perché risponde solo in parte alle richieste di informazioni avanzate, piu’ volte per mio tramite, dal Capo di Gabinetto e dal Capo del DiSET”.
Nonostante questo, “ho proposto l’emanazione dei primi atti normativi previsti dal DL 83 (i decreti disciplinati dai commi 4 e 5 dell’art. 67bis) sulla base delle informazioni contenute nella Relazione, per evitare che l’inerzia produca il blocco delle attività di ricostruzione con gravi danni innanzitutto per la popolazione”.
“Resta infatti aperta – sono le conclusioni del Ministro nella sua lettera al Commissario – la possibilità di intervenire normativamente in un secondo momento, qualora emergano elementi integrativi dell’attuale quadro cognitivo”.
CHIODI: “INCOMPLETA RELAZIONE DI 1500 PAGINE?”
“Nessun commissario nella storia ha mai rimesso una relazione puntuale e ponderosa come quella di 1500 pagine che ho consegnato io al Governo. Magari ne avessi avuta una così quando mi sono insediato”.
Il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, valuta così, a margine di una conferenza stampa a Pescara, le dichiarazioni del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca a proposito della relazione finale rimessa al Governo dall’ex commissario per la ricostruzione dell’Aquila.
“Lo stesso Ministro – ha proseguito Chiodi – ha del resto riconosciuto il valore del documento e le incompletezze di cui parla sono quelle che io stesso ho evidenziato nella mia relazione e fanno riferimento a dati chiesti ai comuni e non ancora pervenuti”.
Comunque – ha concluso il Presidente – si tratta di incompletezze marginali, che non impediscono il proseguo dei provvedimenti ed, infatti, mi pare che il Governo si stia attivando in tal senso”.
MORGANTE: “METTONO LE MANI AVANTI”
La nota inviata ieri sera dal ministero guidato da Fabrizio Barca all’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha lasciato sconcertati e basiti i più stretti collaboratori del presidente della Giunta regionale.
A partire dall’avvocato Antonio Morgante, già capo della segreteria della struttura commissariale, che ha subito operato un distinguo.
“Non si tratta della relazione di 1200 pagine consegnata il 14 settembre – spiega Morgante – Bensì si riferisce a un ulteriore richiesta di estratto del documento che lo stesso Barca ha elogiato e su 19 punti sui quali non avevamo la possibilità, e questo Fontnana (ex coordinatore Stm) l’aveva già chiarito, di dare le informazioni che chiedevano”.
Quali informazioni? “Per esempio stima dei costi di tutti i piani di ricostruzione, oppure della spese per le E fuori dei centri storici nei Comuni. Per quelli che si sono affidati alla filiera siamo in grado di fornire le cifre, ma per quelli che si sono appoggiati su strutture comunali come potremmo avere i dati?. Ma da qui a dire che la relazione è incompleta ce ne passa. Mi sembra un po’ mettere le mani avanti”.
Che vuol dire? “Che forse anche al Ministero si stanno rendendo conto che occorre una gestione transitoria tra il passaggio dalla fase emergenziale a quella ordinaria per evitare il blocco di ogni attività”. (g.a.)






