L’AQUILA – “Qui si sta realizzando una filiera di eccellenza e innovazione che viene testata sul campo, a cui il Governo sta dando un contributo fondamentale per arrivare il più presto possibile alla conclusione della ricostruzione”.
Così il sottosegretario all’Economia delegato alla Ricostruzione, Paola De Micheli, che stamattina ha concluso i lavori della prima sessione di Officina L’Aquila, la tre giorni dedicata alla ricostruzione organizzata da Ance Abruzzo e Carsa all’auditorium del Parco.
Un evento che rappresenta l’evoluzione del Salone della ricostruzione che in cinque edizioni ha portato nel capoluogo 50 mila visitatori e centinaia di espositori.
Tra gli obiettivi di Officina L’Aquila, anche una “operazione verità” su una ricostruzione che può cominciare ad essere considerata un impresa epocale ed esemplare nella storia d’Italia, numeri e dati alla mano, visto che è stato più volte sottolienato che la ricostruzione deo centro storico dell’Aquila a questi ritmi si concluderà nel 2020, quella di tutti i Comuni del cratere nel 2023.
“Questo è un laboratorio importante per tutto il Paese e a livello europeo sia in termini di sostenibilità sia in termini di qualità – ha aggiunto De Micheli -. In primis sul restauro e il recupero delle opere d’arte, ma c’è anche il tema della rendicontazione sociale: nel più grande cantiere d’Europa non si possono ricostruire solo muri e palazzi, ma anche il tessuto sociale. Da questo punto di vista serve uno sforzo in più, L’Aquila deve diventare un modello per altri territori feriti e colpiti da catastrofi”.
De Micheli, arrivata assieme al figlioletto Pietro di appena 40 giorni, in carrozzina, ha parlato anche dei fondi necessari al Comune dell’Aquila per far quadrare i conti.
Al termine dei lavori breve tour in alcuni dei cantieri della ricostruzione in centro storico, tra cui il consorzio di Piazza Palazzo, che sta ricostruendo l’impresa Di Vincenzo Dino & C spa e un tratto del tunnel dei sottoservizi, lo “smart tunnel” oggetto della commessa da 30 milioni di euro riunirà in una unica galleria ispezionabile le reti idrica, elettrica, fognaria, telefonica e Internet.
“Ho fatto 9 settimane di maternità – ha poi detto De Micheli – e non c’è stato un giorno, tranne quello in cui è nato Pietro, in cui non mi sono occupata dell’Aquila, anche di questioni tecniche e amministrative molto specifiche. Abbiamo fatto un grande lavoro di approfondimento e il Governo ha preso le sue decisioni comunicate al Comune dell’Aquila. Il governo ha confermato, dunque, la sua vicinanza. La soluzione trovata è quella giusta”.
“Ho ottimi rapporti con tutti, sindaco Massimo Cialente compreso – ha aggiunto poi sui momenti di nervi vissuti dal primo cittadino, che se l’è presa proprio con De Micheli sulla questione del contributo straordinario stanziato in tutti gli esercizi precedenti dal post-sisma a oggi, per compensare le minori entrate dovute all’inagibilità del patrimonio immobiliare. – Non stiamo dietro alle polemiche, pensiamo solo a lavorare”.
Al dibattito di stamattina sulla rendicontazione sociale della ricostruzione, dopo i saluti del presidente dell’Ance L’Aquila, Gianni Frattale, del presidente Carsa, Roberto Di Vincenzo, del presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, della senatrice Stefania Pezzopane, coordinati da Sergio Rizzo del Corriere della Sera hanno partecipato, tra gli altri, Berardino Di Vincenzo del Segretariato regionale dei Beni culturali, il titolare dell’Usrc Paolo Esposito e quello dell’Usra Raniero Fabrizi, il provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti, il presidente del Fondo etico Aldo Mancurti, la soprintendente unica per L’Aquila e il cratere Alessandra Vittorini e il presidente regionale dell’Ance Enrico Ricci, la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, il sindaco di Barisciano e coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico Francesco Di Paolo,
Assenti, nonostante fosse previsto il loro intervento, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il sindaco Cialente e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
Sollecitata sui temi nazionali dei quali si dibatte, a partire dalla riforma costituzionale, l’esponente di Governo ha detto: “Non sarò io a tirare la giacca ai partigiani. Dico però che nella mia città ci sono tanti partigiani che hanno dato la loro disponibilità ad aderire ai comitati per il sì, il che mi ha reso felice. Massima libertà ma vorrei che si parlasse dei contenuti del referendum”.
“Quando si fanno momenti di approfondimento e si parla dei contenuti della riforma tanta gente cambia idea e continuando così avremo molti più sì di quanti oggi immaginiamo. Se il giorno dopo si dovesse perdere è difficile che chi ha investito così tanto in termini politici di una riforma, possa rimanere dov’è. Ma il referendum lo vinciamo – ha concluso – parlando di riforme costituzionali, entrando nel merito, e non di tutto il resto”.
Roberto Di Vincenzo di Carsa, coordinatore dell’evento ha poi ricordato che “il termine ‘officina’ vuole significare che la ricostruzione aquilana che ha molti elementi di eccellenza devono poter essere esportati nel mondo perché qui si stanno consolidando esperienze uniche in termini di restauro e utilizzo di tecnologie all’avanguardia”.
A sua volta la senatrice Pezzopane auspica l’uscita di “un libro che sia un’operazione verità sulla ricostruzione in cui vengano illustrati e rivendicati i tanti elementi di eccellenza. Basti dire che con tutti gli appalti e soldi o casi di corruzione e criminalità sono stati per fortuna marginali in un cantiere che è il più grande d’Europa con migliaia di ditte coinvolte e tanti miliardi investiti. E siamo stati noi aquilani a volere per primi e con forza regole rigide e controlli stringenti”.
Il presidente Ance Frattale ha quindi snocciolati i numeri: “Siamo un volano per il settore edilizio italiano, basti pensare che su oltre mille imprese impegnate, la metà provengono da altre regioni, assieme a parte significativa dei 15 mila addetti che lavorano nei cantieri”.
E ha citato come punte di eccellenza della ricostruzione il rifacimento dei sottoservizi del centro storico dell’Aquila, con la “rivoluzionaria soluzione del tunnel intelligente, ma anche il meccanismo esemplare della tracciabilità del trasporto e smaltimento delle macerie”.
Stesso concetto espresso dal presidente Ance regionale Ricci: “Grazie alla ricostruzione aquilana, il settore edilizio abruzzese è riuscito a compensare una crisi che altro ve e drammatica”.
Il titolare dell’Usra Fabrizi ha promesso poi che “ora il nostro impegno sarà concentrato soprattutto per accelerare la ricostruzione delle frazioni rimaste un po’ indietro. L’Aquila capoluogo con le sue frazioni non avrebbe senso storico e urbanistico”.
Infine Esposito dell’Usrc ha aggiornato i numeri della ricostruzione dei 160 comuni del cratere sismico, ed extra cratere, che hanno subito danni minori.
“Sono state riparate già 5 mila case su 27 mila danneggiate, – ha spiegato Esposito – di 4 miliardi preventivati, ne sono stati erogati 1,2 miliardi e in base al nostro cronoprogramma la ricostruzione potrà dirsi definitivamente conclusa ovunque nel 2023, ma molti paesi saranno completati anche molto prima”.
Berardino Di Vincenzo, del segretariato regionale del Mibact, ha ricordato quanta “acqua” sia passata nel recupero del patrimonio vincolato dall’immediato post-sisma a oggi.
“Dopo un primo finanziamento all’indomani del sisma, ne arrivò un altro con la delibera Cipe 135, che nella prima annualità stanziò 70 milioni, con cui sono stati realizzati 60 progetti, diventati poi complessivamente 110, la metà dei quali completati e altri in via di completamento. Nel novembre 2015 un altro finanziamento con la Cipe 77 che ha stanziato 60 milioni per altri 60 progetti, entro la fine dell’anno arriveremo alle prime gare di appalto relative a questi fondi con inizio immediato dei lavori. Il 1° maggio 2016, infine, un altro stanziamento che ha messo 30 milioni di euro per L’Aquila, essenzialmente per il recupero della chiesa di San Massimo, il Duomo, la chiesa di Santa Maria Paganica e il completamento delle mura cittadine. Poi – ha concluso Di Vincenzo – ci sono i finanziamenti ottenuti da donazioni nazionali e internazionali, come quella del governo tedesco che ci ha permesso di portare a compimento il restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Onna. Il governo russo, infine, ci sta permettendo il recupero della chiesa di San Gregorio e di palazzo Ardinghelli”.
Vittorini, soprintendente unica per L’Aquila e i Comuni del cratere ha ricordato come nel 2012, con la Cipe 135, arrivarono 300 milioni di cui 250 già impegnati per progetti della Soprintendenza su beni culturali privati: “Presi consapevolezza che avere progetti già approvati è l’unico modo per avere dei soldi subito. Oltre agli edifici, L’Aquila deve recuperare anche il suo ruolo di città universitaria messo a rischio dal sisma”.
La rettrice Inverardi ha ribadito che in questa fase post-terremoto “si deve più che altro decidere che cosa fare e come per tornare ad abitare, a riutilizzare, a rifunzionalizzare i nostri spazi cittadini. per un genitore – ha aggiunto – è importante la qualità di un ateneo e le opportunità che può offrire al figlio, e non se la città ha o meno un centro storico. L’università dell’Aquila conta in questo anno accademico 19mila studenti, che rispetto al numero di docenti e del panorama nazionale ci pone al di sopra di università con le nostre stesse caratteristiche, ad esempio Udine. Ora si deve capire come attrarre ricercatori e studenti, ma serve un’azione comune di tutti”.
Aldo Mancurti, ex capo dipartimento del Diset, oggi presidente del Fondo etico istituito dall’Ance Abruzzo, che ha ideato e visto crescere insieme all’allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca l’attuale macchina organizzativa della ricostruzione ha detto che è “un piacere verificare oggi che a macchina progettata funziona bene, all’epoca eravamo in pochi a crederci. Ora si deve pensare alla ricostruzione sociale. Anche gli imprenditori abruzzesi voglio dare il loro contributo, e lo faranno con il Fondo etico per accompagnare il processo di rinascita. Il Fondo etico nasce dalla volontà degli imprenditori di tutto l’Abruzzo di supportare iniziative che valuteremo via via tra le più meritevoli, ma l’obiettivo è fare largo giovani e pensare al futuro, nel rispetto di coloro che il futuro non ce l’hanno più”.
Infine il coordinatore Di Paolo, che ha sottolineato che “il nuovo codice degli appalti impedisce ai Comuni con meno di 1.500 abitanti di fare appalti autonomamente. Occorre dunque procedere con l’unione dei Comuni soprattutto in questa fase. Entro il 18 giugno l’Anac (l’Autorità nazionale anti corruzione) pubblicherà le linee guida e per quella data dobbiamo sapere come organizzarci, ma nel frattempo questo cambiamento sta generando il blocco di molti lavori”.






