L’AQUILA – “Da Cialente risposta imbecille”.
Continua la battaglia a colpi di contumelie fra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assessore regionale alla Protezione civile Gianranco Giuliante, finiti sul ‘ring’ dopo che quest’ultimo aveva tuonato contro il primo cittadino sul capitolo restauro-demolizione degli edifici terremotati del capoluogo abruzzese.
Proprio Giuliante, infatti, si era scagliato contro il Comune dell’Aquila, reo a suo dire di sprecare soldi in restauri inutili, laddove sarebbe stato opportuno per ragioni economiche e urbanistiche demolire e ricostruire ex novo.
“Quella di Giuliante è una polemica stupida”, il giudizio del sindaco sulla questione.
“Sono tre i motivi per cui non sono d’accordo – la spiegazione di Cialente – Il primo è per la sicurezza: consiglio a Giuliante di fare un giro in città e vedere l’edificio di San Domenico, che forse è il piu antico, ha subito un intervento di ristrutturazione dopo il 2000 e non ha avuto danni in seguito al terremoto. Tanto che vi abbiamo trasferito l’avvocatura dello Stato e la Corte dei conti”.
“Due – aveva proseguito il primo cittadino aquilano – la nostra città ha un grande patrimonio con un assetto storico e una propria identità da mantenere e l’idea che si possa abbattere così priva L’Aquila della propria personalità. Tre – ancora Cialente – se ci fosse stata una legge l’avremmo seguita, ma l’avrebbe dovuta fare la Regione Abruzzo, che invece non si è neanche accorta che quattro anni fa c’è stato il sisma”.
Rabbioso Giuliante. “Avevo scritto ‘Eppure non stiamo parlando di edifici antichi di pregio storico-architettonico e vincolati, ma di edifici semplicemente vecchi’ – commenta in una nota l’esponente del Pdl in Regione – nonostante questo scudo preventivo per evitare una risposta imbecille che estendesse le mie valutazioni a palazzi di grande valore storico e architettonico, Cialente risponde portando l’esempio di San Domenico edificio di età angioina”.
“Eppure – aggiunge – il riferimento era specifico (anche se moltiplicabile per molte altre situazioni simili) e si riferiva ad un’abitazione che ha, a pochi metri di distanza, una scuola in cemento armato, e di fronte il palazzo Incis. Il problema sollevato è, se sia giusto spendere il 30 per cento in più per restaurare il nulla architettonico, offrendo a chi vi dovrebbe tornare ad abitare il 40% in meno di sicurezza o, lo ripeto, trattandosi di un edificio solo vecchio e privo di valore, abbatterlo e ricostruirlo?”.
“Cialente – continua l’assessore – spesso si intestardisce rinunciando a valutazioni di buon senso. Lo ha fatto consentendo accampamenti notturni, in una città puntellata, salvo poi alla prima verifica sulle opere provvisionali (studio dell’Università dell’Aquila) chiudere la Basilica di Collemaggio. L’identità di una città non si misura su ciò che è vecchio, ma su ciò che è ‘eterno’. Ha citato San Domenico, che spesso viene ritratto con un cane che ha una fiaccola in bocca. I cani, si sa, sono generosi. Lui li voleva affamare, e quello di San Domenico si prodiga con una fiaccola accesa, per illuminare un sindaco maldestro, ma come è evidente, senza successo!”.
“Nei casi oggetto di discussione, per non spendere inutilmente i soldi della ricostruzione non serve una Legge Regionale, basta una variazione di un articolo del PRG dell’Aquila! Non è difficile, anche Cialente può riuscirci”, conclude Giuliante.






