L’AQUILA – Sono tornati in massa a chiedere sicurezza sui tempi per la ricostruzione delle loro case gli inquilini delle case popolari di proprietà dell’Ater e del Comune.
L’occasione è stata l’incontro promosso dal coordinatore regionale del movimento Mia Casa d’Abruzzo, l’ex parlamentare Pio Rapagnà.
Nella sala dell’auditorium della Carispaq gli inquilini si sono ritrovati numerosi per chiedere al sindaco, Massimo Cialente, il perché della paralisi della riparazione delle case: il blocco riguarda in particolare le abitazioni classificate’E’ di proprietà dell’Ater e del Comune dell’Aquila, la cui ricostruzione è stata affidata al Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche.
Tra i tanti cittadini furiosi presenti all’incontro anche quelli delle case comunali di San Gregorio, dove neanche le abitazioni che hanno riportato danni leggeri (classificate A con lavori, B o C) sono state riparate dal Comune.
“Viviamo in case che hanno vistose crepe – ha spiegato un’inquilina di San Gregorio – ci sentiamo abbandonati dall’amministrazione. Molti di noi hanno cacciato soldi di tasca propria per fare i lavori e di tutta risposta il Comune ci ha non solo richiesto l’affitto, ma anche aumentato il canone. Io ho uno stipendio di 400 euro mensili e prima del terremoto pagavo 24 euro di affitto: ora me ne hanno chiesti 300!”.
Dal canto suo il sindaco non ha dato certezze sui tempi per la ricostruzione di queste case. “Stiamo valutando la possibilità di elaborare un progetto più articolato e completo – ha detto – per mettere in sicurezza le abitazioni lievemente danneggiate. Le case classificate ‘E’, invece, verranno abbattute perché cadono proprio sulla faglia”.
Per le case comunali di via di Vincenzo e via Milonia, i progetti sono in via di definizione.
Presenti all’incontro anche l’assessore regionale Angelo Di Paolo che ha la delega all’edilizia residenziale, il consigliere regionale Luca Ricciuti e il commissario dell’Ater Piergiorgio Merli.






