L’AQUILA – “Avere riconosciuto la qualifica pubblica dell’amministratore di condominio quando gestisce fondi pubblici destinati alla ricostruzione potrà facilitare i controlli, anzi renderli possibili, perché senza non ci sarebbe stato reato né possibilità della procura di intervenire, dall’altro avrà un effetto deterrente e mi auguro contribuirà anche a un miglior andamento”.

Così il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Fausto Cardella, ai microfoni di AbruzzoWeb spiega l’importanza della nuova inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione privata del capoluogo.

Come già avvenuto in altre occasioni, Cardella rifiuta l’etichetta di un possibile “sistema L’Aquila”.

“Non ho mai detto nulla perché fare valutazioni di carattere sociologico e generale non è nelle mie competenze, mi attengo ai fatti”, taglia corto, anche se, ammette, l’accoglimento della tesi accusatoria da parte del Gip “è uno strumento in più, tante volte il nostro problema è la mancanza dell’attrezzatura, come per un buon manovale”.

E sulla possibile presenza di questa tesi, amministratore che svolge un pubblico servizio, nel nuovo testo normativo sulla ricostruzione, Cardella conclude: “Se troverà conferma a livello legislativo e la legge lo stabilirà sarà tranciante, in questo momento non c’è una legge che esplicitamente lo preveda, lo si può ricavare da un insieme di norme ed elementi ed è quello che ha ritenuto di fare la procura”. (alb.or.)