L’AQUILA – “La cultura può essere sicuramente il collante per creare il senso di comunità, ma credo che in questo momento siano le scelte politiche che devono dare una risposta a questo Paese”.

Così il ministro dei Beni culturali Massimo Bray, a margine della presentazione all’Aquila dell’evento contenitore culturale “Cantieri dell’ immaginario”, che si svolgerà ad agosto nel centro storico del capoluogo ancora danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.

Secondo Bray, “devono essere scelte politiche forti, sicure, in cui dobbiamo garantire che i cittadini tornino nella loro città e che i palazzi, le abitazioni civili, insieme a quelle storico-artistiche religiose, quelle grandissime opere che siamo tutti impegnati a restaurare”.

Per il ministro bisogna anche garantire “che si riesca a trovare di nuovo la vita per i cittadini dell’Aquila. Il governo deve fare questo con un impegno molto preciso perché è un dovere che sento io ma deve sentire tutto il governo”.

“La mia testimonianza è di chi vorrebbe davvero dare una speranza ai cittadini – ha aggiunto – Io sono rimasto molto colpito quando ho visitato le case del cento storico e ho visto negli occhi di una signora che il dolore continuava a esserci”.

Dopo aver incontrato i cronisti, il ministro ha visitato il centro storico e i luoghi di cultura più importanti resi inaccessibili dal sisma, tra cui il Teatro comunale e subito dopo ha postato sulla sua pagina Facebook degli scatti di alcune opere d’arte e particolari di strade e vetrine del capoluogo che lo hanno particolarmente colpito, precisando che “la vita all’Aquila è ferma dal 2009”.

“LA POLITICA DEVE DARE RISPOSTE”

“Credo che sia veramente venuto il momento di dirlo con chiarezza: se vogliamo sperare che i cittadini abbiano di nuovo fortuna e fiducia nella politica, la stessa deve essere capace di ascoltare i cittadini e dare risposte precise”.

Così Bray continunando a parlare con i cronisti.

“Non si possono cambiare le risorse per situazioni come L’Aquila – ha aggiunto il ministro – perché L’Aquila, come alcune altre realtà del Paese, è il simbolo di un Paese che vuole credere in uno sviluppo differente e che vuole rispettare i propri cittadini”.

“PIU’ RISORSE PER LA CULTURA E L’AQUILA”

“La risposta l’ha data lo stesso presidente del Consiglio domenica, dicendo che nel bilancio saranno previsti non solo il proprio impegno a non tagliare i fondi, ma anche a trovare quei fondi per le priorità del Paese”.

Così il ministro rispondendo ai giornalisti sulla sua denuncia lanciata qualche giorno fa sul “rosso” dei fondi della cultura in Italia.

In merito alla situazione del capoluogo di regione, il ministro ha aggiunto che “le risposte sono sicuramente nel dare più risorse alla cultura” e che “nel caso dell’Aquila si va oltre l’impegno per un ministero: l’impegno verso una comunità, verso una città che deve essere restituita alla sua vita, al senso di quotidianità, capace anche di permettere a tutti gli abitanti di progettare il proprio futuro”.