L’AQUILA – “Novità sullo sblocco dei fondi del Restart2 non ce ne sono, ma oramai l’accordo è cosa fatta, e confido che a settembre, dopo il ritorno dalle ferie delle varie strutture tecniche, si possa procedere alla firma e al conseguente stanziamento da parte della Struttura tecnica di missione”.

Dopo un lungo blocco, inspiegabile per la gente normale e alla luce del buonsenso, potrà a breve trovare nuovo impulso lo sviluppo dei territori colpiti dal tragico e distruttivo sisma dell’Aquila del 2009 con l’utilizzo di circa 110 milioni, il famoso 4 per cento dei costi della ricostruzione:  a rivelarlo ad Abruzzoweb è Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli, capo del Tavolo di coordinamento dei sindaci del cratere sismico 2009 che sui criteri di ripartizione si è duramente scontrato con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi di Fdi, responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo.

Muro contro muro che ha determinato il perdurante e imbarazzante blocco dei 11o milioni di euro del Restart2, ovvero dei fondi a valere sul 4% di quelli per la ricostruzione edilizia, utili a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, di valorizzazione delle risorse locali per la crescita sostenibile.

Anastasio conferma l’Intesa che si è raggiunta anche grazie alla inchiesta, pressante, di Abruzzoweb, che ha smosso le acque.

Nelle rispettive interviste a questa testata, Anastasio ha sostenuto che Biondi continuava a pretendere per L’Aquila l’80% della somma, ben 88 milioni, lasciando il resto, il 20%, pari a 22 milioni a tutti gli altri comuni del cratere e questo ha finora bloccato l’accordo.

Biondi ha però assicurato il contrario, confermando che la quota di ripartizione sarà del 60%-40%. Silenti i sindaci del centrodestra, su questa pur importante partita, poi però assicura Anastasio, anche la loro pressione è stata decisiva per indurre Biondi ha ridimensionare le sue pretese di fare man bassa, anche in vista di L’Aquila capitale della cultura 2026, dei fondi Restart2, lasciando le briciole al resto del cratere sismico.

“In realtà dall’ultimo incontro del 24 giugno del tavolo – prosegue Anastasio -, alla presenza anche del sindaco dell’Aquila, si è parlato di Restart2, in maniera molto marginale, il focus è stato infatti sui fondi della ricostruzione per l’annualità 2026, al fine di ottenere 600 milioni, sul superbonus da prorogare per il cratere 2009, come pure sulla proroga dei precari impegnati nelle pratiche post-sismiche presso i comuni. Su tutte e tre le partite posso affermate che la situazione è favorevole, se non porteremo a casa il risultato con gli emendamenti al dl Economia, presentati dai senatori Guido Liris ed Etel Sigismondi, ci saranno comunque altre occasioni”.

Per quanto riguarda i fondi Restart2 invece, è ancora tutto fermo, nonostante i soldi siano stati trasferiti tre mesi fa dalla Protezione civile nazionale nelle casse della Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino.

Spiega però Anastasio: “in teoria il problema che si era creato, dovrebbe essere risolto, come dichiarato dallo stesso sindaco dell’Aquila: la ripartizione sarà quella del 60% al capoluogo e del  40% ai comuni del cratere, non resta che firmare, e consegnare tutto alla Struttura di missione che potrà dunque finalmente procedere all0 sblocco delle risorse, la struttura di missione naturalmente prima di decidere come ripartire queste somme in maniera formale ha bisogno infatti da parte del sindaco dell’Aquila e da parte del sottoscritto di un documento firmato”.

In precedenza, prosegue Anastasio, “le posizioni erano distanti, in virtù di ragionamenti che venivano fatti in maniera per così dire settaria. Non metto in discussione le ragioni che il sindaco dell’Aquila ha cercato di difendere, ma alla fine ha prevalso il buon senso, e noi sindaci, di tutti i colori politici, abbiamo fatto fronte comune: ad imporsi è stata la nostra proposta di ripartizione che io ritengo quella davvero equa”. (f.t.)