L’AQUILA – “La Rems di Barete non chiuderà i battenti, anzi: siamo a un passo dal farla diventare definitiva. La chiusura di cui si fa menzione nel Piano strategico della Asl era solo un’ipotesi, in caso fosse venuta meno la copertura da parte della Regione, poi assicurata nella legge di Bilancio”.
La rassicurazione arriva ad AbruzzoWeb da Vittorio Sconci, ex direttore del dipartimento Salute mentale della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, consulente a titolo gratuito della Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Barete, comune a pochi chilomentri dall’Aquila, dove hanno trovato ospitalità circa 20 persone con problemi psichici che hanno commesso reati, e che prima erano imprigionati negli ospedali psichiatrico-giudiziari (Opg), in particolare in quello di Aversa in Campania, chiuso per sempre a giugno 2016.
A creare allarme sul destino di questa struttura era stato un passaggio della delibera 2159 del 30 novembre scorso, a firma del direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, che recepisce il piano strategico 2018-2020.
Tra le misure annunciate per ridurre il deficit c’è, nero su bianco, la “chiusura Rems di Barete, aperta in via provvisoria”. Altre misure previste, anche la chiusura del punto nascite di Sulmona, poi categoricamente smentita da Tordera, ma solo dopo l’esplodere di feroci polemiche nella città peligna, così come il centro prelievi di Pratola, smentita pure questa.
E un terzo falso allarme, assicura Sconci, è anche l’ipotesi di chiusura del Rems, che avrebbe avuto del clamoroso, essendo considerata una dei fiori all’occhiello delle strutture che hanno sostituito i manicomi giudiziari.
“Il piano strategico – spiega Sconci – è stato redatto prima della certezza delle coperture da parte della Regione Abruzzo, che sono arrivate solo con la legge di Bilancio di fine anno, di circa 1,8 milioni di euro, tenuto conto che il costo per ciascun paziente di un Rems ammonta a 250 euro al giorno. Il piano si era espresso in via precauzionale, ha solo formulato un’ipotesi in vista di uno scenario negativo, che per fortuna non si è concretizzato”.
La Regione, va poi evidenziato, dovrà farsi carico del costo della Rems solo nella fase provvisoria e sperimentale. Ma a tal proposito, assicura Sconci, “è imminente la presa in carico dei costi della Struttura da parte del ministero della Salute”.
“Si sta lavorando a una convenzione tra le Regioni Abruzzo e Molise – svela – da inoltrare al ministero in cui è stabilito che sarà Barete la sede definitiva del Rems, rispetto alla localizazzazione precedentemente individuata, quella di Ripa Teatina in provincia di Chieti. A quel punto i fondi diventeranno strutturali, garantiti dal ministero”.
Sconci tiene anche a sottolineare che “la struttura di Barete è considerata tra le migliori d’Italia. Sta dimostrando nei fatti che i pazienti psichiatrici, se curati, invece di essere imprigionati come accadeva negli Opg – continua – sono come gli altri pazienti, e non sono affatto pericolosi. È la conferma che se si svolge un appropriato intervento territoriale la loro pericolosità diventa pressoché nulla”.
La Rems di Barete è diventata anche un’importante voce economica dell’alta valle dell’Aterno, area colpita da ben due terremoti, quello del 2009 e quello del 2016. Ci lavorano circa 30 persone tra personale medico, assistenti sociali, psicologici infermieri e operatori socio-sanitari. Significativo anche l’indotto sui fornitori di vari servizi e prodotti sul territorio. Qualche episodio di fuga degli ospiti è stato subito ricondotto alla normalità.
“La struttura di Barete è ottimale dal punto di vista logistico – spiega ancora Sconci – e l’intenzione è quella di acquistarla dal privato, da cui ora viene affittata con un canone mensile di circa 2.500 euro. I pazienti vivono insieme in mini appartamenti, possono anche cucinarsi, escono all’esterno accompagnati, frequentano numerosi corsi. Uno di loro è stato attualmente assunto nell’ambito di un progetto comunale per il recupero della biblioteca sallustiana”, conclude.






