L’AQUILA – Spunta la pista estera dalle indagini sul furto della reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II, rubata probabilmente nella notte tra sabato e domenica, insieme a una croce nella chiesa di San Pietro della Ienca (L’Aquila), alle falde del Gran Sasso.
Il papa polacco era molto affezionato a quella parte della montagna abruzzese che spesso raggiungeva da Roma per passeggiare, meditare e a volte per sciare.
Secondo quanto si è appreso, il furto su commissione sarebbe stato “ordinato” dall’estero.
Comunque, il riserbo sulle indagini portate avanti dai carabinieri guidati dal comandante provinciale, Savino Guarino, è massimo.
Tutte le ipotesi investigative sono ancora sul tavolo. Nella caserma aquilana sfilano ancora testimoni.
Per ora l’inchiesta della procura della Repubblica, coordinata dal pm David Mancini, è contro ignoti.
Intanto, potrebbe riprendere domani la battuta con oltre 50 carabinieri nella zona della chiesetta alla ricerca del prezioso oggetto sacro.
L’operazione era stata sospesa per il maltempo nella giornata di lunedì.





