L’AQUILA – Una procedura ferma, impantanata da anni, chiusa nei cassetti. Un’altra appena avviata.
Due immobili di proprietà che, invece, giacciono nel degrado, in attesa del recupero.
Lo ha denunciato, durante la seduta del consiglio, il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e vice presidente dell’assise, Domenico Pettinari, in merito all’annoso progetto per la realizzazione della sede unica della Regione a Pescara.
Pettinari lamenta la mancata revoca della procedura che fu avviata nel 2010 per reperire un immobile in locazione e, contestualmente, l’avvio, recente, di un nuovo avviso.
Il che, sostiene, potrebbe condurre a una richiesta di risarcimento danni per l’ente.
Dal canto suo la Regione, per bocca del sottosegretario alla presidenza, il forzista Umberto D’Annuntiis (che ha fatto le veci dell’assessore di FdI Guido Liris, assente), conferma che resta priorità della giunta la realizzazione di una sede unica a Pescara.
“La procedura è iniziata nel 2010 – ha attaccato Pettinari -, con una serie infinita di delibere di giunta per il reperimento di un immobile da destinare a probabile sede unica. Nel 2015 si è individuata la proposta di una compagine societaria. Nel corso della valutazione la procedura è stata poi sospesa, per una serie di rilievi fatti dal sottoscritto all’autorità giudiziaria. Ritenevo, a ragione, che la ‘zona di tutela aeroportuale’ non potesse contemplare la presenza di un immobile di questo tipo”.
“Anche autorità importanti mi diedero ragione. A quel punto – prosegue Pettinari – è accaduto che il dirigente del settore Patrimonio ha iniziato un’ interlocuzione con altri uffici arrivando alla conclusione che si sarebbe dovuta revocare la procedura. Non si può lasciare procedura una amministrativa appesa, è evidente. E’ stata elaborata una proposta di delibera per la revoca, ma non è stata presa in considerazione ed è stata fatta marcire nei cassetti. In seguito si è chiesto di valutare una alternativa, lasciando comunque appesa la procedura sospesa. Il dirigente ha intimato ancora una volta la revoca, a tutela delle casse pubbliche, per una probabile richiesta di risarcimento danni. Adesso, con due delibere di giunta, si continua ad andare avanti: è stato emanato un avviso pubblico per un immobile da prendere in locazione, er sei anni rinnovabili, con opzione di acquisto. Nonostante ci sia una procedura appesa mai revocata”.
“A questo – ha incalzato Pettinari – si interseca una terza procedura allucinante e velenosa: due immobili, in via Raffaello e viale Bovio, di proprietà della Regione, che si sarebbero dovuti ristrutturare, ma anche questa procedura è stata lasciata nel cassetto. Una confusione amministrativa allucinante, che fa acqua da tutte le parti. In capo a chi sta la competenza dell’operazione? Sembrerebbe che il dirigente del settore Patrimonio sia stato esautorato. Attualmente rimangono due avvisi che cercano un immobile da prendere in locazione nonostante due immobili lasciati a marcire. Nel bilancio 2020, dove si sarebbero dovuti prevedere 3 milioni per la ristrutturazione dei due immobili, non c’è nulla. Sono fortemente preoccupato per le casse pubbliche. Chi risponderà di un’eventuale richiesta di risarcimento danni?”.
D’Annuntiis ha confermato l’avvio nell’immediato di un’altra procedura a evidenza pubblica, per una sede, “anche per il tempo necessario a trovare quella definitiva” che possa accogliere i dipendenti che lavorano a Pescara.
“Il reperimento rimane una priorità della giunta. Su Pescara insistono 11 sedi, tutte inidonee, in gran parte staticamente non perfette, con affitti per oltre un milione. Un immobile unico rappresenterebbe riduzione delle spese. Per i due edifici a via Raffaello e viale Bovio, si tratta di 6 mila metri quadrati per i quali servirebbero 13 milioni. I 3 milioni previsti erano per il mero adeguamento sismico”.





