L’AQUILA – “Poltronavirus? Quando sei maggioranza hai il dovere di occupare i posti che ti consentono di rafforzare l’azione di governo. E’ questo il sale della politica, e della democrazia. Il resto è un atteggiamento che può anche strappare applausi o qualche articolo di giornale, ma che non poi non risponde a quello che è la vita reale”.

Nella maggioranza di centrodestra segnata dall’ennesima ondata di crisi nata sul dissenso sulle nomine, l’unico a prendersi la responsbilità di parlare e difendere la coalizione è Guido Liris, Fratelli d’Italia, assessore regionale al Bilancio e Personale: l’ex vice sindaco dell’Aquila risponde con decisione ai consiglieri del Movimento 5 stelle che martedì in consiglio regionale si sono presentati con sarcastiche t-shirt con su scritto ‘poltronavirus’, anche se non nega le frizioni sulla designazione, sostenuta da Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia dell’ex consigliere ed assessore regionale azzurro Paolo Gatti come componente della Sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, un incarico da un milione di euro lordi per cinque anni, e per la surroga del sottosegretario forzista Umberto D’Annuntiis, in modo da equipararlo a un assessore in modo tale da potersi dimettere temporaneamente e far entrare in Consiglio Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, primo forzista dei non eletti. 

A sorpresa sulla Lega, azionista di maggioranza del centrodestra i cui consiglieri martedì hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale e facendo saltare nomine e surroga sulle quali da mesi non è d’accordo, spiega: “Posso dire – dichiara ad Abruzzoweb che lo ha intervistato nel corso di un evento all’Aquila – che sulla surroga non c’era un accordo scritto, la sintesi va trovata, e la Lega a buon diritto avanza le sue istanze”. Mentre, indirettamente, fa capire che sulla designazione di Gatti alla Corte dei Conti, voluto dal governatore, Marco Marsilio, anche lui di Fdi, l’intesa c’era.  

Liris, uomo vicino a Marsilio, ascrive “alla normale dialettica politica” le difficoltà di comunicazione con la Lega e si dice convinto che una sintesi sarà trovata.

“Sono sempre stato un paladino delle prerogative della politica – spiega l’assessore -, e ritengo che queste sono situazioni che dovevano essere risolte in separata sede, non in consiglio regionale e non perché i cittadini non debbano sapere, ma perché è compito dei partiti il mettersi intorno ad un tavolo e trovare una sintesi per portare avanti un programma di governo. Da questo punto di vista quello che è stato frutto di un accordo, che è stato sottoscritto, va portato avanti”.

Alla domanda, a questo punto scontata, se c’era un preciso accordo, fatto saltare dalla Lega, per mandare Gatti alla Corte dei conti, e far entrare in consiglio Astolfi, Liris risponde che “questo lo dovete chiedere ai coordinatori regionali dei partiti, io faccio un discorso di principio. Posso però dire che sulla surroga non c’era un accordo scritto, la sintesi va trovata, e la Lega a buon diritto avanza le sue istanze”. 

Si suppone per esclusione, ma Liris non si esprime, che l’accordo c’era sulla designazione di Gatti. 

Tornando dunque al poltronavirus: “Il Movimento 5 stelle – sbotta Liris – grazie al cielo non governa questa regione. Per chi governa è invece giusto occupare posti di potere, collocare le proprie persone a gestire la cosa pubblica. Questo come ho detto con accordi tra le varie forze di maggioranza. A meno che non si decida di non governare, lasciando vuoti tutti i posti, o in mano a chi li ha gestiti precedentemente. Ma in questo modo non si portano risultati a casa”.

Non è chiaro se il destinatario della rampogna sia il solo il Movimento 5 stelle, o anche un pò l’alleato leghista.