L’AQUILA – Nessun rimpasto di giunta, rapporti saldi con gli alleati, soluzioni immediate per il caos A14, la nomina dei manager Asl mancanti – Teramo e Pescara – e una scelta finale sul project financing per il nuovo ospedale di Chieti. 

Sono i temi principali affrontati dal governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, in una intervista pubblicata dal Messaggero in cui il presidente ha voluto anche ironizzare sullo sforzo del primo anno alla guida dell’Abruzzo: “Pentito? Uno si pente ogni giorno delle scelte che fa. C’è un vecchio proverbio, sempre valido: quando Dio ti vuole punire esaudisce i tuoi desideri. La vera difficoltà non è quella che pensate, ovvero la piccola bottega, ma il carico di responsabilità. Fare il presidente di Regione ti cambia la vita”. Nonostante tutto, Marsilio si dice convinto di aver gettato le basi per “una riscossa vera dopo anni in cui la Regione è stata ferma”. 

Ed elenca i principali risultati: “Abbiamo superato gli obiettivi di spesa dei fondi europei, abbiamo accelerato sul masterplan che era rimasto finora un poster di belle intenzioni, abbiamo preso una Regione quasi ferma per 4 anni e la stiamo rimettendo in moto. Vediamo in quanto tempo riusciremo a far lavorare la commissione per scegliere i nuovi manager Asl di Teramo e Pescara, così da avere una squadra completa. Intanto quelli che ci sono (Testa all’Aquila e Schael a Chieti, ndr) hanno già segnato positivamente delle differenze. 

Stiamo recuperando il debito che ci è stato lasciato, alla faccia delle chiacchiere, senza togliere niente ai servizi. Sugli ospedali il confronto con il tavolo di rientro è ancora aperto. Cercheremo di ottenere qualcosa in più rispetto a un passato in cui le risposte erano solo “no” e in cui si è fatto solo un mare di chiacchiere. Vedi l’edilizia sanitaria, su cui ci sono solo progetti fumosi e poco giustificabili. A gennaio affronteremo la questione Chieti e decideremo. Non faremo passi più lunghi della gamba”.

Nel bilancio, dice, ci sono finalmente i fondi per cultura, emergenze, per sbloccare un masterplan “finora fermo a causa di convenzioni non firmate o scritte male”, per la manutenzione delle strade. Altri se ne libereranno nei prossimi anni (tra 60 e 75), ma una commissione sceglierà se spendere o tagliare le tasse.

Non manca qualche stoccata politica: “L’immaginetta del Marsilio che decide solo è una favoletta stupida. Ho dato ai partiti tutto lo spazio che meritano, larghissimo. Tra l’altro vengo da quella storia, ho contribuito a fondarne uno che sta crescendo molto. In alcuni casi, preventivamente e con largo anticipo, ho dichiarato che su alcune questioni importanti mio sarei assunto la responsabilità della scelta finale. L’equilibrio complessivo, comunque, c’è. Il rimpasto di giunta non è mai stato in agenda, non capisco perché se ne parli. La giunta sta lavorando bene, il solo termine rimpasto mi fa venire l’orticaria”.

Chiusura sul caso-L’Aquila, le tensioni tra il sindaco Biondi e la Lega: “Sì, sono preoccupato. Ho sempre lavorato per favorire dialogo e compattezza del centrodestra. L’Aquila ha bisogno di fare altri due anni e mezzo bene, la città sta rinascendo, ne siamo tutti testimoni, è merito di sindaco e maggioranza. Bisogna guardarsi negli occhi e superare le scaramucce”.