L’AQUILA – Dalla minaccia di fulmini e saette ad una blanda reprimenda al presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e al resto della coalizione per l’affronto subito in relazione alla nomina, senza condivisione, dei direttori generali della Asl provinciale dell’Aquila e di quella di Chieti.
Al termine del lungo summit degli eletti della Lega a Pescara, la Lega non ha aperto nessuna crisi: lo stato maggiore salviniano ha lanciato un avvertimento a governatore e soci. In una nota, a tratti poco decisa, il partito azionista della maggioranza di centrodestra, ha chiesto “un maggiore confronto in regione” e sottolineato la necessità di “un cambio di metodo perché dopo sei mesi dalla storica vittoria in Abruzzo del centrodestra, guidato dalla Lega di Matteo Salvini, il clima in regione sembra essersi già incrinato”.
Tra i 10 consiglieri regionali ed i quattro assessori, intorno ad un tavolo con i deputati, Giuseppe Bellachioma, segretario abruzzese, e l’altro deputato Luigi D’Eramo, responsabile Enti locali, è prevalsa quindi la linea morbida, la concessione di un’altra chance: nella nota non si cita mai il casus belli delle nomine dei due dg, Roberto Testa all’Aquila, e Francesco Zavattaro a Chieti, un collegamento in tal senso è solo la denuncia che “a sei mesi dalla vittoria, non esistono più quel confronto e quel metodo di condivisione”.
Molto più concreta la critica della mancata attuazione del programma con cui la Lega ha determinato, con il 27 per cento dei consensi, il trionfo del centrodestra alle elezioni del 10 febbraio scorso.
“Fin dall’inizio della legislatura – hanno proseguito nella nota gli amministratori leghisti – avevamo condiviso con i partiti di maggioranza e con il Presidente un metodo di lavoro e degli obiettivi. Un metodo limpido e sereno, con degli obiettivi chiarissimi: sicurezza, autonomia differenziata, detassazione e rilancio economico delle aree interne e costiere della regione”.
E a tale proposito, viene formulata una critica al governatore: “il disinteresse del presidente della Giunta nei confronti delle istanze programmatiche della Lega rischia di allontanare il governo regionale dalla volontà dei cittadini. La Lega vuole iniziare a realizzare progetti e linee programmatiche, dall’Autonomia differenziata, sulla quale attendiamo ancora la presa di posizione di Marsilio, alla gestione del personale all’interno dell’Istituzione”.
Una frecciata si registra anche ad alcuni settori: “per non parlare delle perplessità che abbiamo sulla revisione del bilancio regionale e del mantenimento da parte della Giunta e di alcuni assessori degli impegni che i consiglieri della Lega hanno presentato e votato”.
Un altro avvertimento è contenuto nel passaggio conclusivo della nota: “Il senso di responsabilità verso gli abruzzesi ed il rispetto dei ruoli istituzionali che abbiamo dimostrato in questi mesi non deve essere scambiato con una costante ed incondizionata adesione ad azioni politiche e governative non condivise, volte a ribaltare la volontà popolare”.





