L’AQUILA – Dietrofront in quinta Commissione Sanità del Consiglio regionale sulla proposta di modifica, aspramente contestata, della legge 35 del 2007, che regola l’accreditamento e gli accordi contrattuali tra Regione e cliniche sanitarie private abruzzesi.
Il presidente della Commissione Mario Olivieri, ex Abruzzo civico, ha infatti illustrato, aggiornando la seduta alla prossima settimana, gli emendamenti della maggioranza che di fatto azzereranno le novità della proposta di legge arrivata in commissione, considerate, da opposizione di centrodestra, Movimento 5 stelle e anche da qualche esponente della maggioranza, come inopportuni favori alle cliniche private.
Gli emendamenti ripristineranno la revoca automatica dell’accredito per la clinica che sforerà il budget di spesa che la Regione elargisce alla stessa a fronte delle prestazioni sanitarie preventivamente concordate nell’accordo contrattuale con le cliniche. La revoca dell’accredito nella proposta arrivata in commissione, era stata eliminata.
In secondo luogo, sarà la Direzione Regionale competente per materia a predisporre le visite ispettive presso le strutture private per la verifica del possesso dei requisiti richiesti per l’accredito.
Nella proposta di modifica si stabiliva che a predisporre le visite ispettive fosse la Giunta regionale, introducendo così una “pericolosa” discrezionalità politica nel decidere quale clinica controllare e quale no.
Si ripristina poi l’obbligo, anch’esso cancellato nella pdl arrivata in commissione, per gli ambulatori privati, di servirsi esclusivamente di personale sanitario regolarmente abilitato e iscritto ai rispettivi albi professionali di competenza.
Gli emendamenti correttivi di maggioranza sono a firma dello stesso presidente Olivieri, di Sandro Mariani e Luciano Monticelli del Pd, di Maurizio Di Nicola di Centro democratico. Anche Forza Italia e il Movimento 5 stelle hanno presentato emendamenti che vanno nella medesima direzione.
Sullo sfondo non si placa però la polemica politica.
Il consigliere Gianni Chiodi di Forza Italia, ex presidente della Regione e commissario ad acta della sanità, parla infatti di ennesimo favore alle cliniche private scongiurato grazie all’opposizione. E resta il mistero su quale sia la mano che ha vergato il pdl incriminato.
“Olivieri – dichiara Chiodi ad Abruzzoweb – ad inizio seduta ha ribadito che la proposta di legge è nata da un input dei tecnici dalla struttura commissariale. Ho allora chiesto tre volte al commissario alla Sanità, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, chi materialmente ha scritto la legge nella sua struttura, ma non ho ricevuto nessuna risposta”.
“La marcia indietro di oggi è una buona notizia – aggiunge Chiodi – resta l’amaro in bocca davanti all’ennesimo tentativo da parte della sinistra di favorire le cliniche private a discapito del servizio sanitario pubblico, dopo l’aumento del budget di 9 milioni di euro, e i trasferimenti di personale e strutture di Villa Pini alle cliniche private di Pescara”.
Replica a stretto giro a Chiodi Di Nicola, secondo il quale non c’è stata nessun dietrofront.
“L’opposizione faccia pure il suo mestiere, ma la verità è che in quinta commissione è semplicemente arrivato un testo elaborato dai tecnici, dopo un lungo iter che ha coinvolto anche il ministero, e i rappresentanti di categoria. Il prodotto finale è stato infine considerato in primis dagli esponenti di maggioranza, inadeguato e suscettibile di miglioramenti, che sono stati puntualmente apportati con gli emendamenti presentati oggi. Ed è questa la prova che non facciamo favori alle cliniche private”. Filippo Tronca





