L’AQUILA – È durato pochi minuti l’incontro tra il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e i tre “ribelli” della maggioranza, gli assessori Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico) e Donato Di Matteo (Partito democratico) e il consigliere di Ac Mario Olivieri.
Quest’ultimo è stato il primo a uscire dalla stanza della riunione ed è apparso molto contrariato e visibilmente arrabbiato. Dopo di lui il governatore. che è tornato in aula dove si era appena aperta, con oltre un’ora di ritardo, la seduta del Consiglio regionale.
Nessun commento da parte dei due assessori che non hanno proferito parola, breve scambio di battute al suo approdo in aula tra Di Matteo e il governatore, che si è alzato dalla sua postazione e si è avvicinato all’assessore “ribelle” che aveva raggiunto l’assise.
Telegrafico il commento di D’Alfonso all’uscita dall’incontro: “Si sono politicizzati i termini del confronto”, ha detto ad AbruzzoWeb annunciando un nuovo incontro chiarificatore per sabato prossimo.
Suspance intanto, in Consiglio, dove non sono invece rientrati Gerosolimo e Olivieri, tenendo così la maggioranza sul filo del rasoio.
La riunione era iniziata alle 12-30 senza Di Matteo e Olivieri e con Gerosolimo pronto ad alzarsi, garantito il numero legale, in attesa della riunione, mossa necessaria per avere garanzia dei numeri in aula ed evitare brutte figure: all’ordine del giorno c’è lo stanziamento dei fondi alla cultura con il Movimento 5 stelle pronto alle barricate contro quella che definisce una “legge marchetta” e anche contro il piano regolatore portuale.
All’ordine del giorno anche la legge a firma del consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci, e osteggiata da Di Matteo, che si è sentito scavalcato sulla delega alla Montagna, su “Strutture ricettive e istituzione rete escursionistica alpinistica speleologica torrentistica Abruzzo” e anche il “Contributo straordinario all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia”.
Osservato speciale anche il consigliere Giorgio D’Ignazio del Nuovo centro destra, dato oramai vicino alla maggioranza con la prospettiva addirittura di un posto in Giunta, secondo rumors appresi da questo giornale.
Una mossa pensata per disinnescare la congiura bipartisan appoggiata dai tre ribelli di maggioranza tesa a tenere in scacco la futura azione di governo, tra l’altro agitando la mozione di sfiducia trasversale al presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio.
D’Ignazio ad AbruzzoWeb chiarisce, però, la sua posizione: “Resto all’opposizione, ma non da ora la mia opposizione è costruttiva, soprattutto sull’emergenza post-sisma che ha colpito anche l’Abruzzo e sulla partita che non da ora mi trova favorevole”.
Alla domanda che cosa voterà in caso di sfiducia a Di Pangrazio, D’Ignazio risponde che si tratta di “una mera ipotesi, e non credo che ci sara”. Filippo Tronca






