L’AQUILA – “Sono un berlusconiano da sempre, quello che ha fatto Berlusconi durante l’emergenza terremoto non può essere dimenticato, anche se qualcuno vorrebbe. Veniva tutte le settimane, ha realizzato case in sei mesi, lo hanno bistrattato senza sapere che era il massimo che ci si sarebbe potuto aspettare, ma tanti aquilani lo hanno capito subito e sono stati sempre riconoscenti, qualcuno lo ha capito solo dopo Amatrice”.

Così Roberto Tinari, avvocato 54enne, dal giugno 2017 presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, candidato al Consiglio regionale, nella lista di Forza Italia alle elezioni del 10 febbraio prossimo, per quella che definisce “una forma di riconoscenza”.

“Mi sono candidato anche per dire grazie a Berlusconi e a tutto l’entourage, a partire da Guido Bertolaso“, dice.

Sposato con due figli, sempre in cima alla lista dei più votati, eletto consigliere comunale ininterrottamente dal 1994, già assessore comunale e provinciale, forzista da sempre, Tinari dice di non avere “mai avuto particolari aspirazioni, mi sono messo a disposizione della mia comunità vent’anni fa per spirito di servizio, e da allora non ho mai smesso di dedicarmi alla mia città, unendo l’utile al dilettevole ho conciliato l’attività professionale con la politica lavorando ventiquattrore al giorno”.

Una militanza, quella in Forza Italia, “iniziata casualmente molti anni fa, quasi per scherzo, poi diventata un servizio alla collettività, ho fatto politica per la mia comunità, lo faccio per uno spirito che sento dal profondo del mio animo”.

“Come l’ho conciliata con la professione? In fondo sono attività molto simili – fa notare – in entrambe si tratta di risolvere i problemi, e per me, sia a livello legale sia amministrativo, è diventato quasi naturale”.

“Grazie alla mia esperienza conosco tutto e tutti. Ho visto passare tanti sindaci e sono rimasto spesso deluso perché non hanno mai fatto quello che avrei fatto io”, continua Tinari, “questo è un momento di rinascita dell’Aquila e ritengo che il mio contributo possa essere utile perché conosco e vivo i problemi reali che vive la comunità di cui faccio parte”.

Tra le priorità della nuova amministrazione regionale, per Tinari deve senza dubbio esserci “il lavoro per i giovani, se eletto passerò cinque anni a cercare di portare nuove opportunità, solo così rendi liberi i giovani e le loro famiglie, dandogli la possibilità di scegliere. Oggi in pochi sono liberi, vengono condizionati dalle promesse, quindi non scelgono il migliore ma chi sa vendersi meglio in campagna elettorale, bisogna valutare il passato delle persone, non bisogna lasciarlo perdere come dicono tutti ma bisogna ricordare cosa hanno fatto davvero”.

A proposito del passato, tra le battaglie che Tinari ha portato sempre avanti, il presidente ricorda “quella contro le vasche di laminazione sul fiume Aterno e quella sulle casette rifugio, gli aquilani hanno tutto il diritto di usufruirne perché costruite a proprie spese, con sacrificio e soprattutto con lo scopo di fronteggiare l’emergenza terremoto”.

“Ho sostenuto i miei concittadini in questa battaglia già dal 2009 affinché, laddove possibile, si ottenga una sanatoria che ristabilisca la serenità di tutti”, ricorda.

E poi c’è la questione della restituzione delle tasse sospese nel post-terremoto: “Abbiamo consegnato un dossier al presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani. Voglio promuovere una delegazione che affronti il problema direttamente a Bruxelles, occorrono soluzioni, non proroghe”.

“Va ristabilito il ruolo di capoluogo”, conclude il presidente del Consiglio comunale, “L’Aquila va rimessa al centro della discussione politica, deve essere rispettata senza compromessi, che negli anni passati l’hanno penalizzata, la città deve tornare a svolgere un ruolo guida, non bisogna essere succubi o schiavi di nessuno”. (m.sig.)

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