L’AQUILA – Si è svolta oggi a L’Aquila l’udienza collegiale al Tribunale amministrativo regionale (Tar) chiamato a decidere sui ricorsi dei candidati non rieletti alle elezioni regionali del 10 febbraio, Emilio Iampieri, ex consigliere regionale di Forza Italia, e Gianni Bellisario, sindaco di Perano (Chieti) candidato con Azione Politica.
I giudici si sono riuniti in Camera di consiglio e da quanto si apprende la decisione arriverà in giornata.
Iampieri ha ottenuto nella tornata elettorale 4.173 voti nel collegio dell’Aquila, Bellisario 1.753 voti, nel collegio di Chieti, insufficienti in entrambi i casi per entrare a palazzo dell’Emicliclo.
Al Tar chiedono una diversa attribuzione dei seggi nell’assemblea regionale: in caso di accoglimento, il primo entrerebbe all’Emiciclo, al posto del collega di partito, l’assessore alle Attività produttive e Turismo Mauro Febbo (5.553 voti), eletto in provincia di Chieti, il secondo al posto del vicepresidente del Consiglio Roberto Santangelo (2.645 voti), di Azione politica, eletto in provincia dell’Aquila.
L’avvocato Massimo Cirulli, legale rappresentante dell’assessore Febbo, ha depositato una memoria con l’obiettivo di smontare il ricorso presentato dagli esclusi, e che definisce fondato il verbale dell’Ufficio centrale regionale.
Interessata alla partita anche la coandidata di Forza Italia Lucia Ottavi, che ha preso nella circoscrizione dell’Aquila 2.118 voti: in caso venisse accolto il ricorso di Iampieri, sarebbe lei a subentrare al posto di Daniele D’Amario, 2.253 primo dei non eletti di Fi in provincia di Chieti, entrato in Consiglio per la surroga a Febbo.
Discorso a parte per la contestazione di legittimità costituzionale sollevata da Giovanni Legnini, candidato presidnete del centrosinistra, che, già all’indomani della sconfitta elettorale, aveva sollevato dubbi sull’attribuzione dei seggi, in quota opposizione, con 7 consiglieri eletti per il M5S (arrivato terzo) e 6 alla coalizione a supporto dello stesso Legnini, formata da diverse liste che non hanno raggiunto il quorum per eleggere più rappresentanti, essendo l’attribuzione riferita alle liste e non alla coalizione.
A presentare il ricorso i quattro candidati che avrebbero possibilità di subentrare in caso di accoglimento: Luciano D’Amico, ex rettore dell’università di Teramo candidato con la lista Legnini presidente, Donato Di Matteo, ex assessore regionale candidato della lista Abruzzo Insieme, Pierpaolo Pietrucci, ex consigliere regionale candidato con il Partito democratico e Franco Caramanico, ex assessore regionale candidato con Progressisti-Liberi e uguali.
In caso di accoglimento del ricorso dovrebbero essere due i rappresentanti che entrerebbero in Consiglio regionale al posto di due dei rappresentanti dei Cinque stelle con i quozienti elettorali più bassi, Barbara Stella eletta in provincia di Pescara, Francesco Taglieri in quella di Chieti, Marco Cipolletti in provincia di Teramo e Giorgio Fedele in provincia dell’Aquila.
Nel centro sinistra ha fatto ricorso anche Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie (L’Aquila) ed ex assessore ai lavori pubblici, che si è ricandidato con la lista Abruzzo in comune a sostegno di Legnini. Nel collegio dell’Aquila Berardinetti ha preso 3.083 preferenze, ma per Abruzzo insieme è stato eletto nel collegio di Teramo solo l’ex capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani, con 4.109 voti, ora unico esponente di Abruzzo in comune in consiglio, che in caso di accoglimento, dovrebbe far posto a Berardinetti.






