VASTO  – “Una delle priorità del nuovo governo regionale dovrà essere la realizzazione del reparto di emodinamica dell’ospedale di Vasto”.

A dirlo è Michele Suriani, candidato in Consiglio regionale nella lista Udc-Dc-Idea, a sostegno di Marco Marsilio, candidato presidente della coalizione di centrodestra. Suriani, 38 enne ingegnere di Vasto, impegnato nel sociale, già vice-direttore regionale dell’Agenzia del Demanio delle Marche, attualmente nella Direzione generale di Roma.

Michele Suriani, prima di tutto, come giudica lo scontro deflagrato nel centro destra per le candidature nella lista dell’Udc, della moglie di Andrea Gerosolimo, e di Mario Olivieri, questi ultimi due eletti nel 2014 nelle file del centrosinistra?

La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni nel momento in cui ha detto che andrà alle elezioni unita e compatta, anche con Udc-Dc e Idea, dando un‘immagine di forza. Nelle ultime interlocuzioni il candidato presidente Marco Marsilio ha ha fatto chiarezza sulle disattenzioni accadute, e ha detto che sostiene con grande forza anche i candidati Udc, che ha chiamato ”buoni”. è possibile farla.

Perché voi dite che in questi anni la sanità del vastese è stata bistratta?

Basti fare l’esempio eclatante della mancata realizzazione del reparto di emodinamica nell’ospedale di Vasto. Un servizio di urgente necessità, visto  ci sono ben 250 utenti che ne avrebbero bisogno. Ma il reparto non è stato fatto, a differenza di quanto accaduto ad Avezzano, e solo per questioni burocratiche,  di bacini di utenza complessivi previsti dalla Lorenzin. Altri reparti di emodinamica sono a Teramo e a Chieti-Pescara, l’area di Vasto e San Salvo rimane scoperta, i nostri pazienti devono affrontare viaggi lunghi e costosi. E un’ingiustizia che andrà subito sanata dall’esecutivo regionale di centrodestra.

I problemi della sanità sono anche altri…

Si parla molto di grandi project financing per la realizzazione di nuovi ospedali. Io lavoro nel settore della gestione del patrimoni immobiliari, per il lavoro che faccio all’Agenzia del Demanio, so cosa significa ristrutturare, rigenerare ed efficientare il patrimonio edilizio esistente di un ente pubblico. Dico dunque che anche nel caso dei project financing ospedalieri, si può recuperare l’esistente, soluzione preferibile perché costa meno, non crea doppioni. Per il resto il project può essere uno strumento valido, ne ho seguiti professionalmente molti. Se parliamo di strutture sanitarie, l’importante però è che i servizi concessi ai privati non siano supermercati, magazzini, parcheggi interrati a pagamento. La struttura sanitaria deve restare tale.

Cosa promette ai cittadini delle aree interne?

Prometto l’impegno per migliorare la viabilità. Ma senza prendere in giro nessuno. Va fatta una seria analisi delle priorità, per intervenire ovunque e a pioggia i costi sono enormi, e i soldi non bastano. Serve un piano ventennale, individuando gli assi strategici. Tenendo fermo anche un principio: se un ente non fornisce servizi essenziali, i cittadini che vivono nelle aree interne meritano sgravi fiscali, o comunque devono essere beneficiari di servizi compensativi.

redazionale