ORTONA – “In Abruzzo siamo impegnati a portare un vento di rinnovamento vero. Con voi in sala e con un candidato valido e preparato come Suriani, condivido tanti valori, perché siamo un progetto di governo, non un accozzaglia di sigle”.
Parole del candidato presidente della Regione Marco Marsilio, che in provincia di Chieti sostiene Michele Suriani, ingegnere 38 enne di Vasto, già vice-direttore regionale dell’Agenzia del Demanio delle Marche, attualmente nella Direzione generale di Roma. Candidato della Lista Udc-Dc-Idea, alle elezioni regionali del 10 febbraio.
Lo ha ribadito nell’incontro con gli elettori, alla sala Eden di Ortona, convocato da Suriani, a cui hanno preso parte il senatore Gaetano Quagliariello, leader di Idea, Enrico Di Giuseppantonio, segretario regionale Udc, Angelica Bianco, segretaria regionale Dc, Daniele Giangiulli, direttore Confartigianato Chieti, Federico De Cesare, imprenditore, Sandro Polidoro imprenditore agricolo.
Ha moderato la professoressa Areta Hysa.
Tema portante dell’incontro la centralità e il rilancio del porto di Ortona, anche ai fini dell’istituzione della Zona economica speciale (Zes), nell’intero territorio abruzzese.
“Nostra priorità – ha detto Suriani – sarà quella di restituire progettualità necessaria a potenziare la centralità della provincia di Chieti e di Ortona in virtù del suo porto. Infrastruttura a maggior ragione strategica alla luce di quanto previsto nel decreto 91 del 2017, che ha introdotto le Zone economiche speciali (Zes), aree del paese, che possono coincidere con l’intero territorio abruzzese, destinatarie di importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative, capaci di consentire lo sviluppo di imprese già insediate e che si insedieranno, attraendo anche investimenti esteri. Purché collegate ad un’area portuale, che per noi non può non essere che quella di Ortona”.
In gran forma Gaetano Quagliariello.
“Non mi dispiace affatto essere definito moderato, ma a due condizioni: non fare mai compromessi a ribasso, e la possibilità per i moderati anche di incazzarsi, se vedono che le cose vanno male. come accade in Abruzzo e in Italia”.
E incalza: “Luciano D’Alfonso cinque anni fa aveva promesso ricchi premi e cotillion, e una grande riforma morale, in realtà c’è stato un governo centralizzato, che ha fatto gli interessi di una piccola parte dei potentati economici e di una piccola parte delle lobby, e così l’Abruzzo è regredito. D’Alfonso ha fatto fuori tutti corpi intermedi compresi i partiti della sua maggioranza. Poi le cose sono precipitate, e D’Alfonso si è trovato un’uscita di sicurezza. Il centrodestra di Gianni Chiodi aveva fatto molto meglio, pur non brillando in comunicazione”.





