L’AQUILA – L’ipotesi che il candidato del centrodestra a presidente della Regione Abruzzo in vista delle elezioni del 10 febbraio prossimo possa essere scelto sul tavolo regionale, anziché su quello nazionale che tarda a riunirsi, “non è praticabile, il candidato sindaco dell’Aquila è stato deciso a Roma, figuriamoci se l’Abruzzo lo decidiamo qui. Che poi noi dobbiamo andare d’accordo e stemperare i nervosismi locali è chiaro, bisogna che tutti si calmino”.

Nel serrato dibattito mediatico in un centrodestra fermo e confuso sulla scelta del candidato governatore, detta la linea il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia: gli azzurri si apprestano ad avviare la controffensiva alla Lega in Abruzzo, annunciando importanti adesioni per i prossimi giorni.

Dagli ambienti forzisti le bocche sono cucitissime, ma non si risparmia di puntualizzare come le new entry saranno di amministratori di comuni capoluogo di provincia e non di piccoli centri, a voler marcare una differenza con l’esercito di sindaci di centri minori che negli ultimi mesi sono saliti sul Carroccio.

L’ex presidente del Consiglio regionale fa il punto della difficile situazione, tuttavia non dando, come del resto i suoi colleghi soluzioni e tempistiche, e andando controcorrente rispetto alla richiesta di decisione del candidato e sblocco dell’imapsse in Abruzzo avanzata da Fratelli d’Italia, la Lega, le Civiche e anche il suo numero due, il deputato e segretario organizzativo, Antonio Martino.

Per la prossima settimana, annuncia, l’agognato tavolo nazionale.

A proposito di “linea romana”, il presidente degli azzurri, Silvio Berlusconi, intanto, ha parlato di regionali, quindi anche del voto in Abruzzo, con Matteo Salvini, nell’incontro dell’altra sera a Roma: lo svela ad AbruzzoWeb proprio Pagano, che ha visto nuovamente l’ex premier, nella conferenza dei coordinatori a Palazzo Grazioli giovedì pomeriggio, al quale ha ribadito la necessità di stringere i tempi nella scelta del candidato governatore, che in base agli accordi deve essere indicato da Fratelli d’Italia ma va condiviso dagli alleati.

Anche se la terna composta dal senatore romano Marco Marsilio, dal dirigente dei meloniani Giandonato Morra, ex coordinatore regionale, e del 35enne cardiochirurgo Massimiliano Foschi, esponente della società civile, tutti e tre non ati in Abruzzo, sono state bocciate dagli alleati e dalle civiche, con Forza Italia che ha chiesto un cambiamento delle decisioni della ripartizione nazionale, con il testimone che passerebbe agli azzurri.

“Ho parlato al presidente dell’Abruzzo e, a margine di quello che era uno degli incontri di partito che lui sta intensificando, d’intesa coi colleghi coordinatori delle altre regioni chiamate al voto, gli ho chiesto di fare un focus sulle regionali”, spiega Pagano, “non è stato possibile farlo la sera stessa perché lui ha dovuto incontrare Salvini, un incontro che doveva restare riservato ma di cui poi si è saputo”.

Mi è stato detto che avremmo fatto un incontro per discuterne la prossima settimana a Roma, lui avrebbe parlato con Salvini anche di regionali quindi immagino lo abbiano fatto. L’idea è quella di confermare l’accordo fatto a settembre in base al quale l’Abruzzo spetta a Fratelli d’Italia, già me lo aveva detto e credo resti questa la linea”, chiarisce Pagano, che nelle scorse settimane aveva chiesto a Berlusconi di rivedere quella spartizione, dopo aver bocciato la terna di nomi meloniani.

“Non so se saranno loro tre, Berlusconi, Salvini e Meloni, a vedersi, o delegheranno qualcuno, Berlusconi Tajani, Salvini Giorgetti, è un dettaglio ma sicuramente ci sarà un incontro”, aggiunge il coordinatore azzurro, che esclude poi qualsiasi possibilità, auspicata dal coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, e dallo stesso Morra, che la scelta possa compiersi sul tavolo regionale.

“È sempre così, arrivare ad una soluzione condivisa a livello locale è sempre molto complicato – fa osservare ancora Pagano – ce lo insegna la storia, persino quando c’era il partito unico, il Pdl, ci fu bisogno dell’intervento di Berlusconi per la scelta di Chiodi“.

Alle liste civiche di area centrodestra, che con l’imprenditore Gianluca Zelli di Azione Politica chiedono di essere coinvolte nel percorso di scelta, Pagano dice che “è ovvio che sono incluse, ma nella scelta del candidato presidente non possono esserlo perché la scelta è nazionale, le civiche sono locali”.

“A livello locale sicuramente faremo incontri, ma sul candidato è un’altra storia! Poi qualsiasi discussione sarà condivisa”, aggiunge.

A Fabrizio Di Stefano, l’ex parlamentare scaricato da Forza Italia che non lo ha ricandidato alle politiche del 4 marzo scorso e che ha ufficializzato la propria candidatura a governatore con le Civiche d’Abruzzo, che Pagano ha incontrato nei giorni scorsi esortandolo a non compiere questo passo, il coordinatore azzurro dice: “Ha ritenuto di fare un passo in avanti, sono scelte individuali, ma di solito i passi in avanti sono controproducenti”.

Alla domanda se un centrodestra diviso non corra il rischio di perdere, infine, Pagano risponde “auspico che non sia così”.