PESCARA – “Infrastrutture, sanità, sviluppo economico, turismo sono i temi principali su cui dobbiamo alla svelta metterci a lavoro e su tutti la ricostruzione, bisogna nominare subito il responsabile dell’ufficio speciale che sblocchi quel cantiere ancora fermo”.
Sono le priorità indicate da Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il centrodestra alle elezioni del 10 febbraio prossimo, in un evento all’americana al Porto turistico di Pescara, colmo di candidati, militanti, volontari in pettorina e simpatizzanti.
“Ce la metterò tutta con le grandi idee che abbiamo che cercherò di realizzare per non lasciarle promesse”, ha detto dal palco.
“C’è una grande voglia di riscatto e l’Abruzzo rinascerà, si rimetterà in piedi con le migliori energie della nostra terra”, ha affermato l’aspirante governatore arrivando al padiglione Becci. “Se il numero delle liste può incidere sul risultato finale? No – ha detto convintamente – perché conta la credibilità delle persone, delle candidature e dei progetti politici che gli sono dietro, chi moltiplica le liste dal giorno alla notte per tentare un improbabile recupero dimostra solo la propria debolezza e la disperazione di fronte al disastro che ha lasciato Luciano D’Alfonso e il Partito democratico”.
La “cacciata” dell’Udc dalla coalizione, il cui simbolo è stato censurato dalla comunicazione e non appare neanche nei videowall al Porto turistico, può far perdere il voto moderato a vantaggio del centrosinistra? “Credo proprio di no”, ha risposto Marsilio, “le persone perbene, moderate, cattoliche, popolari, che si riconoscono in quella lista voteranno convintamente Marsilio, indipendentemente dal fatto che qualcuno scorrettamente ha inserito due nomi sgraditi che resteranno comunque fuori dalla maggioranza e dalla coalizione”.
“La campagna elettorale sta andando molto bene – ha aggiunto – c’è grande entusiasmo e grande partecipazione, come qui stamattina e oggi pomeriggio ci saranno altri appuntamenti come quelli con il ministro Salvini a Vasto e a Lanciano, verrà Giorgia Meloni, comunque ogni giorno incontriamo centinaia e centinaia di persone”.
Sul palco, davanti a una platea gremita con cinquecento posti a sedere pieni e una folla di persone in piedi, nella kermesse condotta da Leonardo Bizzarri, ballerino aquilano di fama, e Alessia Di Giovacchino, giornalista dello staff del sindaco dell’Aquila, si sono alternati i sindaci, definiti “veri eroi”, di L’Aquila, Pierluigi Biondi, Chieti, Umberto Di Primio, Montesilvano, Francesco Maragno, Avezzano, Gabriele De Angelis, e Silvi, Andrea Scordella. E poi il presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, il coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia Alessandro D’Alonzo, il deputato della Lega Luigi D’Eramo, l’ex assessore regionale Giandonato Morra, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia inizialmente nella rosa dei papabili candidati governatori, il senatore Gaetano Quagliariello, Angelo Bonanni Caione di Azione Politica. Da tutti, il leitmotive è “il centrosinistra indossa un vestito nuovo, ma è sempre lo stesso”.
“D’Alfonso aveva promesso la Luna e poi se n’è scappato a Roma – ha detto Marsilio – mentre coi Cinque stelle finiremo dalla padella alla brace, com’è successo a Roma con la Raggi e a Torino con la Appendino, di cui la Marcozzi sarebbe un nuovo esempio”.
“Vogliono approvare lo Ius Soli e poi contestano a me di essere nato a Roma, accusa un po’ razzistella da parte di chi pretende di dare invece la cittadinanza a chiunque partorisca dopo essere approdato con un barcone a Pescara”, ha poi detto Marsilio tra scroscianti applausi.
Presenti, tra gli altri, i coordinatori regionali di Forza Italia, senatore Nazario Pagano, Lega, deputato Giuseppe Bellachioma, Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, Azione Politica, Gianluca Zelli, oltre a decine di amministratori locali, all’ex ministro Francesco Storace e all’ex parlamentare Sabatino Aracu.
Il centrodestra, al padiglione dell’evento, ha promosso una raccolta fondi per Alessio Feniello, per pagare la sanzione cui è stato condannato per aver violato l’area sottoposta a sequestro nei pressi dell’hotel Rigopiano, dove ha perso la vita il figlio, per andare a deporre un mazzo di fiori.





