L’AQUILA – “Siamo i primi ad avere la consapevolezza che è urgente decidere la candidatura a presidente della Regione della coalizione di centrosinistra, visto che Marco Marsilio e il centrodestra sono già in campagna elettorale da mesi. Ma il percorso che abbiamo scelto ha necessariamente tempistiche più lunghe, ed è quello giusto, quello più utile per gli abruzzesi: prima il programma e il perimetro della coalizione, infine un candidato forte e condiviso”.

All’indomani del tavolo programmatico del campo largo del centrosinistra, a rivendicarlo con forza, nell’intervista ad Abruzzoweb, è  Daniele Marinelli, neo segretario regionale del Partito democratico abruzzese, che l’8 luglio scorso ha preso il posto del senatore Michele Fina.

Marinelli, classe 1984, è cresciuto a Castel di Sangro dove è consigliere comunale dal 2015, capogruppo dal 2020. Ha studiato a Roma dove si è laureato in lettere e filosofia con specializzazione in storia contemporanea. Dal 2019 ha fatto parte della segreteria regionale del Pd come responsabile economia e poi organizzazione. Ed ora per lui subito una sfida molto impegnativa, affianco del capogruppo del Pd in consiglio regionale, il “federatore” Silvio Paolucci: compattare una coalizione che possa aspirare la primavera prossima a sconfiggere il centrodestra, che comprende  Pd, Movimento 5 stelle, Azione, Italia Viva, Giovani democratici, Polis, Sinistra Italiana, Psi, Articolo 1, +Europa, Europa Verde, Centro Democratico e Demos, e poi forze civiche in via di definizione.

“Un punto fermo è stato messo: è fondamentale che tutte le forze di opposizione si uniscano in un progetto comune, per scrivere una pagina nuova, dopo anni di fallimenti di un centrodestra che sta governando male la regione – afferma Marinelli -. Il Partito democratico in questo processo si pone con atteggiamento molto aperto e generoso, abbiamo fatto un pezzo di strada già importante, dal punto di vista programmatico, solo dopo chiuderemo la partita anche con la scelta del candidato presidente”.

Alla domanda “non è che l’ipotesi della candidatura dell’ex parlamentare e consigliere regionale Carlo Costantini di Azione, sta complicando questo processo, provocando molti mal di pancia?” Marinelli risponde in sostanza che non è il momento di parlare di questo o quel candidato: “lo ripeto, dobbiamo partire dai temi, dalle cose che intendiamo fare per il bene dei cittadini. Mi rendo conto che è una strada più tortuosa, avremmo potuto fare un tavolo politico classico e decidere le candidature, avremmo fatto molto prima. Questo tempo aggiuntivo lo stiamo però  mettendo a disposizione dell’Abruzzo, per costruire una proposta politica seria”.

E la scelta, assicura Marinelli non sarà, come insinua qualcuno, decisa da chi muove i fili nell’ombra, a cominciare, nel Pd, dal deputato Luciano D’Alfonso e dal senatore Michele Fina, ex segretario regionale,  dal segretario regionale pentastellato, Gianluca Castaldi, ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento e il parlamentare di Azione e segretario regionale Giulio Sottanelli.

“I caminetti sono buoni per scaldarsi d’inverno – ironizza Marinelli -, il Partito democratico ha molte anime e sensibilità e tutte sanno che devono però mettersi a disposizione del partito e della segretaria. È normale che ci siano varie interlocuzioni al di fuori del tavolo programmatico e di quello del partito, ma assicuro che alla fine la scelta sarà condivisa e trasparente non imposta da nessuno”

Nell’intervista Marinelli conferma poi che il nome messo sul tavolo da Partito democratico è quello di Silvio Paolucci capogruppo del Pd, ex assessore alla sanità, che ha avuto mandato di lavorare alla composizione della coalizione.

“Certamente Paolucci è una risorsa fondamentale, che in questa interlocuzione mettiamo a disposizione dell’intero centro-sinistra, ma è chiaro che il ragionamento va fatto con tutti gli alleati, con i partiti e le forze civiche, e  il candidato presidente dovrà necessariamente essere condiviso da tutti, deve dare la garanzia di unità e compattezza”, spiega il segretario.

Un candidato che meglio di chiunque altro, “possa interpretare il nostro programma per tirar fuori l’Abruzzo dal malgoverno del centrodestra. La sanità è in una situazione disastrosa, va difesa la sua natura pubblica e universalistica, c’è il tema delle infrastrutture, dopo che sono stati tolti i soldi del Pnrr alla velocizzazione della ferrovia Pescara – Roma e dopo la cancellazione del volo Pescara – Milano Linate, solo due dei tanti fallimenti di Marsilio, c’è una emergenza sociale che sta esplodendo, il tema dello squilibrio tra le zone costiere e le aree interne e potrei andare avanti a lungo”.

Da cittadino e amministratore a di Castel di Sangro, un passaggio viene dedicato anche ai milioni di euro assegnati dalla Regione Abruzzo per il ritiro del Napoli calcio, che si è concluso ieri.

“La ritengo una misura spot, certe scelte vanno messe all’interno di una strategia turistica degna di questo nome. Se da una parte la giunta Marsilio per avere il Napoli calcio ingentissime risorse, dall’altra parte ha tagliato milioni di euro per l’alto Sangro, di fondi preziosi per infrastrutture e piste ciclabili, che avrebbero messo in connessione tutto il comprensorio turistico”.

L’INTERVISTA