L’AQUILA – “Noi una promessa la facciamo agli abruzzesi: se vinciamo, cacciamo fuori a calci i dirigenti che stanno a capo della Asl nominati dalla politica a capo degli ospedali”.

Così il vice premier Luigi Di Maio, annunciando all’Aquila a margine di una manifestazione elettorale a sostegno della candidata del Movimento Cinque stelle Sara Marcozzi, una azione da attuare in caso di vittoria alle elezioni regionali del 10 febbraio prossimo.

All’evento, nella sede dell’Ance, ha partecipato anche Alessandro Di Battista, al quale la sala ha tributato una vera e propria ovazione. Presenti in sala anche i parlamentari Primo Di Nicola e Gianluca Vacca, l’ ex inqulina di palazzo Madama, l’aquilana Enza Blundo.

“La sanità è sempre stata in mano alla politica. Molti degli attuali dirigenti hanno sponsor politici di destra e sinistra – ha detto Marcozzi – Il loro operato può giudicarlo qualunque abruzzese ed è estremamente negativo. Basta con le esternalizzazioni alle cooperative gestite dalla politica. È ora di meritocrazia nella sanità. La prima cosa che farò se sarò eletta presidente della regione sarà cacciare i massimi vertici delle Asl abruzzesi e rimpiazzarli con persone competenti e senza legami politici, che siano in scadenza o meno. Occorre un repulisti immediato e completo”.

“So che è una decisione forte e me ne assumo tutta la responsabilità – ha aggiunto l’aspirante governatore – Le persone nuove che sceglieremo lavoreranno per la salute dei cittadini e non per i partiti. Le eccellenze che abbiamo nei nostri ospedali vanno valorizzate e meritano fiducia. Non si andrà più avanti per amicizie politiche, ma premieremo i più bravi che hanno sempre lavorato a testa bassa. Questo è prioritario per l’Abruzzo. Questo è il cambiamento che vogliamo. Gli altri due candidati presidenti, quello di centrodestra non abruzzese e quello di Renzi, vogliono andare in continuità con questo sistema e non possiamo più permettercelo. Bisogna impedire a questa gente di continuare a fare danni alla nostra terra e pretendere le loro scuse. Useremo tutta la nostra forza gentile per mandare a casa chi non ha lavorato in questi anni nell’interesse esclusivo dei cittadini. L’Abruzzo tornerà in mano alla gente per bene”.
 
A seguire bordate ai suoi avversari: ”Pensavo che il centrosinistra che ha governato in questi anni fosse composto da gente incompetente. Ma ora ho le prove che i loro sono atti dolosi: godono nel tenerci in uno stato di bisogno. per costringerci  a chiedergli favori”, ha detto la Marcozzi.

“Ora il centrosinistra si presenta con centianaia di candidati, e una  una sfilza di liste. Ma dentro ci sono sempre gli stessi. Legnini eletto due volte con Pd, diventato vicepresidente del Csm, ora si presenta come un candidato civico, e ha messo in lista tutta  la maggioranza in Regione di Luciano D’Alfonso. È una truffa, quando dicono che candidano tante persone, per dare possibilita’ di scelta. Perche’ tanto saranno rieletti sempre gli stessi, i grandi portatori di voti, quelli che con marchette e marchettine si sono creati consensi, finanziando sagre e festiciciole in occasione dell’approvazione di ogni bilancio”.

“Il centrodestra è anche peggio – ha fatto osservare la Marcozzi – addirittura sono andati a prendersi un candidato a Roma, non avendolo in Abruzzo. Ora questo candidato dice qualche parola in dialetto, si fa fotografare con gli arrositicini. La Lega, dietro di lui, ha in lista quasi esclusivamente ex di Forza Italia, cacciati da quel partito, che si sono riciclati”.

A scaldare la platea ci ha pensato in particolare Di Battista.

“I leccaculo dei potenti – ha affermato Di Battista – non lo possono vedere Di Maio, onesto e con la faccia pulita,  perche è diventato vicepremier, con le sue forze. In Abruzzo in centrodestra è costretto a tirare fuori dalla naftalina Silvio Berlusconi. Per favore, basta, rimettetelo nel cellofane”.

“Il punto vero è che reddito di cittadinanza renderà molto più difficile il il voto di scambio. Ecco perche c’è chi non lo vuole. Ed è vomitevole che il Partito democratico, erede di Enrico Berlinguer,  vuole raccogliere firme contro il reddito di cittadinanza. Perché non l’hanno fatto contro la legge Fornero? IL  Pd è il partito peggiore nella storia, per me deve sparire”.

“Non mi manca il Parlamento, sono un ex e lo dico con orgoglio”, ha aggiunto Di Battista. “Ho fatto una legislatura e mi basta. Ma questo non significa non impegnarsi politicamente, lo continuerò a fare esattamente come fate tutti voi: per imporre temi all’agenda politica , e al sistema mediatico. Qualche anno fa nessuno parlava di reddito di cittananza, ora sta diventando realtà, e porterà nell’eeconomia reale 7 miliardi di euro. A breve chi non ce la fa avrà una card per fare la spesa, per avere tre pasti caldi, ma dovrà entrare in circuiti formativi, per poter accettare posti di lavoro. Lo Stato sarà finalmente  vicino alle persone”.

Sull’argomento ha poi aggiunto: “Ho visitato la fabbrica di Tesla negli Stati Uniti, ci sono robot enormi con gli operai che danno una mano ai robot, non viceversa. Lo stesso giorno hanno licenziato 3 mila operai. Ci attendono nuovi scenari, e uno Stato serio deve garantire da subito il diritto al reddito, come deve garantire il diritto alla salute. Un tempo anche dare il diritto di voto alla donna era considerato un’assurdità, ora e un ovvietà diritti si devolvono”.

“I media ci fanno ora una doppia guerra, perche’ l’establishment ha paura di noi. In tv non ci fanno interviste, ma interrogatori. La verita è che se tocchi il sistema te la fanno pagare cara. Siamo un Paese strano, dove un congiuntivo sbagliato e più grave di una mazzetta”, ha poi aggiunto. 

“Non mi candido alle Europee – ha concluso Di Battista – a Bruxelles mangiano patatine fritte con le cozze, non ci vado. Junker prende 27 mila euro al mese, e chissà quanti se ne è bevuti, di questi soldi.  Va chiusa la sede di Strasburgo, un doppione inutile e costoso. Ma non siamo antieuropeisti, altrimenti non ci candideremo alle europee. Eravamo contro le Province, e infatti non ci siamo candidati.  Ma l’Unione europea deve rafforzarsi politicamente, cacciando a calci nel culo i burocrati con enormi conflitti di interessi con banche e multinazionali”.