PESCARA – Un piano straordinario per lo sviluppo del lavoro con uno stanziamento totale di risorse superiore a 100 milioni di euro in due anni.
È quello che ha presentato stamattina nella sede pescarese del comitato elettorale, il candidato presidente della Regione Abruzzo Giovanni Legnini, affiancato da Bruno Paolo Amicarelli, dottorando in Diritto amministrativo, 26enne candidato nella lista Legnini Presidente in provincia di Pescara.
Il programma darà “un forte impulso alla crescita occupazionale favorendo uno sviluppo basato su un’innovazione ecosostenibile e un adeguato sostegno ai settori ad alta potenzialità occupazionale come l’agricoltura e il turismo”.
“Voglio rivolgermi ai giovani del Duemila che voteranno per la prima volta”, ha detto Legnini.
Tre le misure contenute nel Piano: “Torno in Abruzzo”, “Mi formo e torno” e “Guardo al futuro”.
La prima prevede un contributo a fondo perduto, previa presentazione di un progetto che coinvolga giovani e aziende, fino a 20mila euro per favorire il rientro in Regione delle persone che partite dall’Abruzzo hanno acquisito valide conoscenze e competenze. Vogliamo far tornare 2 anni da 500 a 1000 giovani che lavorano all’estero. La spesa minima necessaria di 10 milioni di euro sarà attinta dai fondi comunitari ancora disponibili a valere sul Por Fse relativi all’Asse I (occupazione) e III (Istruzione e Formazione)
La seconda, ha spiegato Legnini, “intende introdurre un nuovo intervento nell’ambito degli incentivi all’occupazione favorendo l’acquisizione di conoscenze e competenze specifiche sia all’estero che in altre regioni e di maturare un’esperienza da utilizzare nelle aziende del territorio regionale, supportando sia l’offerta che la domanda di lavoro. Si prevede, per i progetti che saranno selezionati: un contributo a fondo perduto, fino a 20mila euro, per sostenere spese di soggiorno e attività di formazione all’estero o in altre regioni da 6 a 12 mesi; un contributo, fino a 10mila euro, sempre a fondo perduto, per un’azienda che, sin dalla fase di presentazione della richiesta da parte del giovane laureato, si impegna ad assumerlo al termine del periodo di formazione.
Potranno accedervi da 500 a 1000 giovani per un biennio per una spesa minima di 15 milioni di euro reperibile dal Por Fse relativi all’Asse I (occupazione) e all’Asse III (Istruzione e Formazione).
“Guardo al futuro” prevede infine per i disoccupati e i precari con più di 35 anni un contributo fino a 10mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato e/o per la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, purché garantiti per almeno 36 mesi.
“Si tratta di una rimodulazione degli strumenti previsti all’interno delle misure relative agli incentivi all’occupazione (sempre a valere sull’Asse I del Por Fse) da destinare alle imprese. Sarà stanziato un importo annuo di 7 milioni di euro”, ha detto Legnini.
Per i disoccupati di lunga durata e persone a rischio di disoccupazione prevediamo incentivi all’assunzione; servizi di accompagnamento e supervisione personalizzati; tirocini e altre forme di formazione sul lavoro. Tali misure saranno utili anche a contrastare l’emergente fenomeno della difficoltà del rientro nel mercato del lavoro, in particolare per gli over 50.
I tre piani d’azione (Torno in Abruzzo Cresco e torno, e Guardo al futuro) saranno finanziati con un ammontare di oltre 30 milioni di euro con un utilizzo mirato dei fondi comunitari ancora disponibili a valere sul Por Fse relativi all’Asse I (occupazione) e all’Asse III (Istruzione e Formazione) e nei periodi successivi con le disponibilità della nuova programmazione comunitaria 2020-2027.
“Queste iniziative per i giovani vedranno anche la sinergia tra le imprese, gli Its, le scuole e le università al fine di strutturare modelli didattici capaci di promuovere apprendimenti contestualizzati, nonché di fornire agli studenti specifiche capacità, conoscenze ed abilità pratiche immediatamente spendibili sul mercato del lavoro”, ha fatto notare il candidato governatore.
E poi ci sono altri interventi rivolte alle nuove imprese agricole dei giovani che prevedono, tramite una rimodulazione dei fondi ancora disponibili all’interno del Feasr, azioni specifiche per favorire l’innovazione imprenditoriale nel campo dell’agricoltura e dell’agroalimentare promuovendo attività di giovani agricoltori.
I fondi utilizzabili in due anno saranno di 25 milioni di euro con una stima da 300 a 400 nuove imprese agricole. Essi saranno reperiti con l’utilizzo del Fondo per lo sviluppo rurale già programmato per 10 milioni di euro e un ulteriore stanziamento di 15 milioni sui fondi non ancora impegnati e da riprogrammare.
“Intendiamo promuovere la capacità di dare vita a nuove imprese capaci di generare crescita ed occupazione – ha continuato Legnini – Lo faremo rafforzando il sistema di finanziamenti diretti alle nuove imprese, attraverso le seguenti azioni: ci sarà una misura specifica per favorire l’autoimprenditorialità. La misura si aggiunge a quella già prevista nella misura “resto al sud” gestita da Invitalia. Destineremo 10 milioni di euro ogni anno per due anni, che saranno reperiti con una rimodulazione del Fondo di Sviluppo e coesione, con una stima da 100 a 200 nuove imprese all’anno per un contributo pro- capite medio da 50.000 a 100.000 euro”.
“Per la nascita delle nuove imprese, accorderemo priorità a quelle del comparto del Turismo visto che si tratta di un settore che in Abruzzo ha notevoli potenzialità ancora inespresse”, ha chiarito ancora Legnini.
“Favoriremo la imprese che intendono innovare nel rispetto della sostenibilità sia ambientale che sociale. Prevediamo di incrementare il cofinanziamento da parte della Regione. Destineremo 20 milioni di euro ogni anno che saranno resi disponibili grazie sia alla rimodulazione del Fondo di Sviluppo e coesione, utilizzandone i risparmi sia definanziando alcune misure del Masterplan non urgenti o non cantierabili. In particolare favoriremo: iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico locale e creare nuova occupazione, attraverso progetti di innovazione, ampliamento e ristrutturazione; la misura consente il finanziamento di attività con un investimento minimo pari ad 1,5 milioni di euro ed è necessario garantire un cofinanziamento regionale pari ad almeno il 10% del finanziato”.
“Tale misura di sostegno all’investimento sarà finanziata in base alla legge 181/89: incentivi per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore”.
“Una particolare attenzione e sostegno sarà data al microcredito. Vi sarà una rimodulazione dei fondi disponibili per rafforzare l’accesso al credito delle micro e piccole: raddoppieremo il fondo da destinare ai Consorzi fidi per un importo di 20 milioni in due anni favorendo in tal modo l’effetto leva per sostenere l’accesso al credito con i fondi di garanzia collettivi”, ha chiosato Legnini.






