L’AQUILA – “Questa volta come l’altra corriamo da soli in contrapposizione a un centrosinistra che in questi anni non solo non è migliorato, ma ha aggravato la distanza rispetto al popolo di sinistra”.
Così Simona Giannangeli, candidata nel collegio aquilano con la lista Un’altra Regione con Acerbo, segna la distanza rispetto al centrosinistra di Luciano D’Alfonso, “senza scendere nei particolari nelle sue vicende, questo personaggio ha governato la cosa pubblica dimenticando che aveva questo carattere precipuo”.
L’altra volta è il 2002, quando la Giannangeli fu candidata sindaco di Rifondazione, in polemica contro il resto della coalizione che aveva scelto Celso Cioni, poi sconfitto da Biagio Tempesta.
Se l’avventura di Maurizio Acerbo andrà male, la sinistra sparirà dal Consiglio regionale. “Ne siamo consapevoli, ma non c’era altro modo per riportare un’idea di sinistra profonda che quella più limpida e autentica, cioè decidere di andare da soli”.
Sul grande tema aquilano della ricostruzione post-sisma, “prima di parlarne dobbiamo parlare della responsabilità e legalità delle scelte e delle azioni amministrative. (alb.or.)






