L’AQUILA – Delle regionali abruzzesi si tornerà a parlare in un nuovo incontro, in settimana a Roma, allargato anche agli alleati di Fratelli d’Italia e Udc e al cartello centrista di Raffaele Fitto e Maurizio Lupi, dopo che quello di domenica sera ad Arcore (Milano) tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si è concluso con un nulla di fatto sul fronte candidature e spartizioni.
Ma quel poco che trapela dagli ambienti politici è sufficiente a far gongolare Forza Italia: “Se Basilicata e Sardegna sono appannaggio della Lega, l’Abruzzo non può che toccare a noi”, è il ragionamento in casa azzurra.
“Tutto rimandato a domani o dopodomani”, conferma ad AbruzzoWeb il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, “secondo le uniche informazioni che ho, delle regionali si discuterà insieme anche a Fratelli d’Italia”.
“Non si è deciso nulla sull’aspetto dell’attribuzione”, aggiunge il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, “ho parlato con Tajani e il centrodestra correrà unito, ma solo in un secondo momento si faranno valutazioni sul valore del candidato”.
“Si definirà tutto in un altro incontro, credo senza la presenza di Berlusconi, ma secondo me siamovicini al raggiungimento dell’obiettivo – aggiunge il senatore azzurro – è chiaro che nel momento in cui ci si rivedrà bisognerà iniziare a mettere in campo anche dei nomi”,
Se l’Abruzzo spetterà a Forza Italia o alla Lega “ancora è presto per dirlo”, ammette Pagano, “c’è una valutazione di fondo sulla base della quale Forza Italia avrà il suo peso in questo accordo, l’Abruzzo è una delle regioni in cui Forza Italia è andata meglio, la valutazione sull’attribuzione non è stata definita ma c’è stata una condivisione di fondo e al più presto si potrebbe arrivare ad un accordo”.
Si sbottona di più il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, insieme al sindaco di Chieti Umberto Di Primio e all’altro consigliere regionale Paolo Gatti in corsa per la candidatura a presidente: “Sono state definite le alleanze, non c’è disponibilità da parte di nessuno a correre da solo – dice Febbo – si ragiona su Abruzzo, Piemonte, Sardegna e Basilicata, con queste ultime due appannaggio della Lega”, svela Febbo. “Se tutto questo è vero, l’Abruzzo tocca a noi”, dice.
Dagli ambienti azzurri, dunque, si guarda con attenzione al nuovo incontro romano, dove i forzisti contano sulla sponda degli alleati, Giorgia Meloni ma soprattutto i centristi, per mettere all’angolo la Lega e ottenere la candidatura alla presidenza della Regione Abruzzo.
“A questo punto non mi sembra ci sia partita per gli altri raggruppamenti, e Forza Italia ha personalità di altissima esperienza che possono assurgere al ruolo di governatore”, fa osservare Febbo, che conferma che si candiderà a consigliere, qualora non dovesse essere lui l’uomo su cui il centrodestra punterà come candidato governatore.
“L’ambizione chiaramente c’è”, ammette, “vista l’esperienza accumulata negli anni. Tutti parlano, ma l’esperienza di governare in coalizione non tutti ce l’hanno”, dice ricordando la guida della Provincia di Chieti.
Febbo è uno dei tre nomi, insieme a Di Primio e Gatti, di cui Forza Italia sta sondando proprio in questi giorni il gradimento attraverso il sondaggio affidato alla società specializzata Tecné.
Ragioniere tributarista 59enne, Febbo ha alle spalle una lunghissima storia politica, da presidente della Provincia di Chieti ad assessore regionale all’Agricoltura, da An ha seguito tutta la metamorfosi aderendo prima al Pdl e poi a Forza Italia.
Di Primio, avvocato 49enne, ha lasciato la guida del Comune di Chieti per poter correre da governatore, ma ha precisato che confermerà le dimissioni da sindaco solo se sarà candidato alla presidenza. Nato politicamente in An, ha aderito al Pdl prima di avere una sbandata per il Nuovo centro destra di Alfano: dopo essere stato ricevuto da Berlusconi, è tornato all’ovile forzista nel luglio 2017.
Un aspetto, quest’ultimo, che lo accomuna all’altro pretendente Paolo Gatti, che nel 2013 fu candidato alla Camera da Fratelli d’Italia: defilato negli ultimi mesi dopo l’annuncio del giugno scorso di ritirarsi dalla politica attiva, avvocato teramano di 43 anni si è detto disposto a tornare in pista qualora ci fosse da giocarsi la poltrona più alta.






