L’AQUILA -. Dopo la conferenza stampa ufficiale di presentazione al Museo delle genti d’Abruzzo a Pescara di venerdì scorso, il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo del centrosinistra, il professor Luciano D’Amico, sarà oggi all’Aquila, alla sala ipogea del Consiglio regionale, alle ore 18.30.

Ancor prima alle 15, nella sede di Cgil, D’Amico terrà una conferenza stampa al fianco del segretario nazionale e deputato di Demos, Paolo Ciani, e del segretario regionale, Alfonso d’Alfonso.

Il fatto che D’Amico, ex rettore dell’università di Teramo, abbia scelto per la sua prima uscita pubblica Pescara, aveva creato malumori tra i rappresentati della coalizione dell’Aquila e Teramo, a riprova che il conflitto costa aree interne è vivo e trasversale.

In queste ore la diplomazia del centrosinistra è al lavoro per evitare che Azione del segretario regionale e deputato Giulio Cesare Sottanelli e del leader nazionale Carlo Calenda, possa correre da solo candidando come terzo aspirante presidente l’ex consigliere regionale ed ex parlamentare d’Italia dei valori, Carlo Costantini.

Dopo giorni di silenzio ieri Sottanelli ha annunciato che “in coerenza con la linea politica nazionale, Azione vuole basare le sue scelte su parametri oggettivi, per tale motivo il partito regionale ha commissionato un sondaggio ad una importante agenzia nazionale che fornirà un importante contributo alla discussione interna che è tuttora in corso, perché consentirà di conoscere il giudizio degli abruzzesi sul quinquennio di Governo Marsilio”, solo dopo la scelta.

Intanto nel centrodestra, dove corre per la riconferma il presidente della Regione uscente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, è arrivato il diktat della Lega agli alleati per non ricandidare chi ha fatto il cambio di casacca, e il riferimento è in primis all’assessore Nicola Campitelli, passato dalla Lega a Fdi. “Nessun assessore che ha tradito l’elettorato e il partito che lo ha designato in quell’importante ruolo dev’essere candidato nelle liste del centrodestra alle elezioni regionali del marzo prossimo” è il monito di Francesco De Santis, portavoce della Lega Abruzzo. Ad abbandonare la Lega oltre a Campitelli, ben sei consiglieri regionali su dieci.

Sulla vicenda si è inserito, dall’altra parte dello schieramento, il deputato del Partito democratico Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, che auspica anche lui che” i trasformisti non abbiano più destino e ruolo politico nell’ordinamento e nella democrazia abruzzesi. Si tratta di un dibattito nazionale che va calato anche a livello regionale, perché è vergognoso ciò che è accaduto in questa legislatura nella quale, come scambisti in un privè, molti eletti della Lega si sono trasportati in Fratelli d’Italia”.

D’Alfonso lancia una proposta: “Stabiliamo un patto: che nei primi sei mesi della prossima legislatura si adotti una norma che impedisca agli eletti il transito da una lista a un’altra. È una questione di coerenza, ma soprattutto di civiltà politica e democratica”.

Tornando a D’Amico: ieri il candidato presidente ha partecipato ad un incontro che si è tenuto alla Sala polivalente del Comune di Ripa Teatina attaccando il centrodestra sulla disegno di legge Calderoli dell’autonomia differenziata. affermando che il “rischio è quello della disgregazione sociale, e noi nella nostra regione puntiamo ad assicurare un ecosistema dello sviluppo, non certo a rassegnarci alla sindrome di Fontamara”.

Il pressing su Azione sarebbe portato avanti dallo stesso D’Amico, oltre che da tutti i vertici dei partiti e movimenti della coalizione. Il pressing viene fatto in queste ore anche a livello nazionale, con contatti diretti con il leader Calenda.

Si legge nella nota di ieri di Sottanelli: “Azione non fa scelte di campo ma si preoccupa di dare rappresentanza ai popolari, liberali e riformisti abruzzesi per un polo repubblicano che dia piena realizzazione alla prima parte della nostra Costituzione. Questo sottolineando le diversità rispetto ad entrambe le coalizioni già formate, quella alla sua sinistra fronteggiata da Luciano D’Amico e quella alla sua destra con l’uscente Marco Marsilio candidato presidente”.

E prosegue: “In coerenza con la linea politica nazionale, Azione vuole basare le sue scelte su parametri oggettivi, per tale motivo il partito regionale ha commissionato un sondaggio ad una importante agenzia nazionale che fornirà un importante contributo alla discussione interna che è tuttora in corso, perché consentirà di conoscere il giudizio degli abruzzesi sul quinquennio di Governo Marsilio sui temi della sanità, del trasporto pubblico, dei collegamenti nazionali, della promozione turistica e della cultura. Azione guarderà, con pragmatismo e competenza, al futuro dell’Abruzzo, farà scelte di merito e non di strategia politica, senza escludere qualsiasi dialogo o confronto su proposte come quelle sulle sanità, la scuola, le infrastrutture, i trasporti, il turismo e la qualità di vita degli abruzzesi. Solo dopo deciderà il suo percorso e se integrare o meno una delle coalizioni in campo. Azione non ha paura di combattere per le sue idee e le sue proposte e solo in base a quello deciderà».