L’AQUILA – “Sono molto deluso e arrabbiato anche per tante situazioni che non sono andate come dovevano e, nel momento in cui mia presenza all’interno di Fi non ha avuto riscontri che mi aspettavo e che si aspettavano le persone accanto a me, mi sono posto questa riflessione”.
Rompe il silenzio il vice sindaco del capoluogo abruzzese, Guido Liris, sulla crisi interna a Forza Italia L’Aquila e, pur non chiarendo la sua posizione, l’azzurro ammette che c’è in corso “una discussione per capire quale sarà il nostro futuro”, il tutto a due settimane dai primi mal di pancia, che hanno portato all’uscita dal partito di Berlusconi di 4 consiglieri comunali: Roberto Junior Silveri, Vito Colonna, Giancarlo Della Pelle e Ferdinando Colantoni.
Nella lunga intervista rilasciata in diretta ad AbruzzoWeb, a margine di una conferenza stampa sulla ristrutturazione della scuola primaria di Preturo, che si è tenuta questa mattina nel capoluogo, nella sede dell’assessorato ai Lavori Pubblici, Liris, che nelle scorse settimane si è negato al telefono e si è sottratto in più occasioni alle domande sul “caso L’Aquila”, ha fornito, a tratti imbarazzato, la sua versione sulla vicenda e sullo strappo interno a Fi.
Sulla genesi di Insieme per L’Aquila, spiega che “nel momento in cui ci sono stati traumi importanti sono nati dei gruppi, sono nati pensieri differenti e c’è stata una decisione molto consapevole da parte dei consiglieri, che hanno dettato tempi e modi anche rispetto a quelle che potessero essere delle mie esigenze o mie volontà, perché poi c’è un momento in cui bisogna guardarsi negli occhi ed è come guardarsi allo specchio. Sappiamo tutti come siamo arrivati qui, come abbiamo costruito le liste ed abbiamo colto alcuni risultati, pertanto questo tipo di rapporto è stato rivendicato con forza, questo è un tipo di azione in cui 5 consiglieri hanno voluto rivendicare il loro ruolo e la loro appartenenza e il fatto che il lavoro svolto in questo anno e mezzo non è in vendita, neanche nei miei confronti”.
Quando il vice sindaco parla di “trauma” si riferisce alla conferenza stampa del deputato abruzzese di Fi, Antonio Martino, che ha sancito di fatto la rottura in seno a Forza Italia, a seguito del defenestramento da parte del primo cittadino, Pierluigi Biondi, dell’assessore azzurro al Bilancio, Annalisa Di Stefano, “rea” di aver partecipato all’incontro, insieme al presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari, nonostante “il divieto” precedentemente concordato tra i forzisti aquilani, guidati proprio da Liris, in rotta con gli azzurri.
Sul caso specifico Liris ha ammesso: “Io non ero favorevole a quella conferenza stampa al di là dei contenuti, perché il momento non era quello giusto e i consiglieri non volevano che si facesse un incontro in quel momento, i consiglieri me lo avevano fatto capire e mi avevano chiesto di farmi portavoce con l’onorevole Martino di questo tipo di esigenza”.
Il tutto arriva a 52 giorni dalle elezioni regionali del prossimo 10 febbraio e in un quadro in cui manca ancora il candidato del centrodestra, che aspetta l’ufficializzazione del senatore romano Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, mentre il centrosinistra ha già proposto l’ex presidente del Csm, Giovanni Legnini, e il Movimento cinque stelle il consigliere regionale Sara Marcozzi.
Intanto proprio oggi il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, ha lanciato un appello affinché si chiuda velocemente il discorso sul candidato alla presidenza: “Manca la rifinitura dei dettagli, nei prossimi giorni ufficializzeremo”, si legge in una nota del forzista.
Tornando al ‘caso L’Aquila’, il vice sindaco, poi, non ha chiarito, rispondendo in modo evasivo, se fosse a conoscenza del “piano dei ribelli”, lasciando intendere di esserne stato informato, ma in modo quasi superficiale: “Parliamo quotidianamente, chi conosce la nostra vita politica sa che c’è un’interlocuzione costante, i consiglieri comunali con me si sentono più volte al giorno, non può che essere così, non posso che essere io il riferimento nel momento in cui ho un ruolo all’apice, che abbiamo conquistato tutti quanti insieme un anno e mezzo fa”, ha aggiunto.
C’è poi il nodo del ruolo del primo cittadino in questa vicenda, che per stessa ammissione del consigliere comunale Leonardo Scimia, prima nella lista civica di Biondi, Benvenuto Presente, poi confluito in Insieme per L’Aquila, è stato favorevole al suo passaggio nel nuovo movimento, come si legge in un commento sulla pagina Facebook del giovane “ribelle”.
Liris, però, ha spiegato che “Biondi non ha recitato alcun ruolo per quanto riguarda questo gruppo politico – poi il vice sindaco è tornato torna ad attaccare i termini utilizzati dai giornalisti – tanto che quando in maniera semplicistica si parla di registi e di burattinai c’è anche un risentimento in termini di dignità di consiglieri che ogni giorno si alzano e fanno del bene per il loro territorio”.
“Non è in corso una battaglia sull’autonomia, ma è evidente che le dinamiche in un contesto territoriale in primis devono vedere delle scelte delle persone del posto – ha precisato Liris, con chiaro riferimento al deputato Martino, imprenditore di origini pescaresi alla sua prima esperienza politica – delle persone che conoscono i vari meccanismi del Consiglio comunale, regionale, quelli di interlocuzione fra partiti, anche del centrodestra e del centrosinistra, e di una città che in questo momento non ha bisogno di polemiche o critiche”.
Poi un appello agli organi di stampa che, non riuscendo ad interloquire con Liris, si sono occupati della vicenda con analisi e ricostruzioni fatte in base a quanto trapelato dagli ambienti politici aquilani: “Va riportato, perché ne vale anche la dignità politica e personale dei soggetti fisici che vengono chiamati in causa, il fatto che non esistono burattinai, non esistono persone-registe e persone che subiscono le scelte, non esistono consiglieri che vengono strumentalizzati e presi in giro; esistono dei consiglieri che hanno una preparazione politica e amministrativa per la quale si sentono poi capaci di prendere autonomamente delle scelte, maturano delle convinzioni che poi mettono a disposizione della comunità. Di tutto questo possono parlare con me, perché in questo caso ho un ruolo apicale”, ha detto il vice sindaco.
Infine, ha voluto mettere in chiaro il suo legame con il deputato azzurro: “Con Martino c’è un rapporto umano molto stretto costruito in questi mesi nei quali lui ha interpretato a suo modo il compito che gli è stato affidato, ma il discorso è molto più complesso e riguarda l’interlocuzione con il partito di riferimento e i vertici di Fi. Il problema non è con Martino e la battuta sul fatto che io non risponda alle sue chiamate è una di quelle situazioni che ne denotano la sua caratteristica un po’ ‘sui generis’, che lo hanno sempre reso simpatico”, ha concluso.






