L’AQUILA – “Stiamo costruendo, giorno per giorno, una nuova esperienza che parte da Giovanni Legnini, sia chiaro che se non ci fosse stato lui non ci sarebbe stata questa esperienza. Siamo un laboratorio reale, concreto, stiamo ripartendo dal basso, dalle culture moderate e progressiste, dai territori, dai sindaci e dai comuni, per aggregare e non per dividere. Vogliamo portare il nostro contributo all’insegna della solidarietà, nei confronti delle aree fragili e dei più deboli. Il nostro Abruzzo ha bisogno di questo e non di slogan”.

Così Alfonso D’Alfonso, candidato al Consiglio regionale con la lista Centristi per l’Europa-solidali e popolari, che rappresenta anche il mondo dell’associazionismo cattolico incarnato dal neonato movimento Democrazia Solidale.

“C’è stata una stagione, quella della grande infrastrutturazione, che ci ha portato fuori dall’isolamento, poi c’è stato un lungo ventennio nel quale ci si è cullati su quello che altre generazioni erano state capaci di fare, sia il centrodestra sia il centrosinistra non sono stati all’altezza di far continuare a crescere le aree interne dell’Abruzzo, non basta declinare slogan”, fa osservare.

“Bisogna agire sulle infrastrutture, rendere più accessibili e più flessibili i trasporti, è una rete rigida che non risponde alle esigenze. Al venir meno delle risorse bisogna rispondere con strumenti efficaci, come ad esempio i servizi a chiamata per la mobilità su gomma, che significa non vedere andare in giro autobus eternamente vuoti ma muoversi quando ce n’è veramente bisogno”, aggiunge D’Alfonso, per il quale occorre “rafforzare il collegamento su gomma con Roma, i presidi sanitari sui territori immettendo nuovo personale”.

Per l’imprenditore con un passato in politica, che ora torna a proporsi all’elettorato, per le aree interne si può agire anche attraverso la fiscalità di vantaggio: “La Regione può, con le addizionali, sgravare chi opera, vive e investe nelle aree interne e, perché no, incentivare l’insediamento delle giovani famiglie”.

Per lo sviluppo del turismo, per D’Alfonso occorre “premiare chi capisce che deve fare alleanze” e bisogna “capire che i Parchi non possono più essere governati in questo modo così distante dalla popolazione e gli impianti di risalita devono essere gestiti da società private e non da meccanismi contorti e obsoleti come il Centro turistico del Gran Sasso, su questo mi aspettavo una risposta innovativa che non c’è stata”.

“La Democrazia cristiana ormai appartiene alla storia”, chiosa D’Alfonso, che della Dc è stato segretario provinciale dell’Aquila, “credo sia una enorme violenza a questo glorioso passato esporre ancora il simbolo semplicemente in base a delle sentenze. Democrazia solidale nasce anche per ricostruire un centrosinistra diverso, e noi siamo diversi anche dal Partito democratico e vogliamo una discontinuità con il passato recente, sia a livello nazionale sia a livello regionale”. (m.sig.)