PESCARA – “Condanniamo senza e senza ma il vergognoso gesto del presidente D’Alfonso che ha deciso di far ritirare la Regione Abruzzo dal referendum anti trivelle”.
Lo dichiarano il deputato Fabrizio Di Stefano e i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, di Forza Italia.
“Riteniamo l’atto del governatore regionale – scrivono in una nota – lesivo della volontà espressa dal Consiglio regionale, oltre che una mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli abruzzesi, e per questo è da ritenersi anche illegittimo. Non può il presidente con un atto d’imperio e monocratico scavalcare quanto stabilito dall’assise regionale”.
“Per questo – hanno scritto i rappresentanti di Forza Italia – abbiamo intenzione di mettere in campo tutte le azioni possibili per ostacolare il piano di D’Alfonso di fronte al quale dobbiamo registrate la totale e ipocrita assenza del sottosegretario Mazzocca da ritenersi un ambientalista solo a chiacchiere. E qual è la posizione del suo partito Sel su quanto sta accadendo? Chi li ha visti?”.
“Il Presidente della Regione Abruzzo rinuncia al referendum contro le trivelle. Nella scelta tra il suo territorio e il benvolere di Renzi, proprio non ce la fa a scegliere l’Abruzzo e, ancora una volta, dice sì a Renzi, prendendo in giro tutti gli abruzzesi attraverso un atto di Giunta, alla ‘chetichella’”.
Il M5S Abruzzo condanna “l’ipocrisia delle azioni del Pd a non-tutela del territorio, la sindrome bipolare che portava i parlamentari Pd prima a votare in favore del decreto Sblocca Italia e poi firmare per i referendum NoTriv, le leggi incostituzionali del PD in Regione, le criticità e i limiti del referendum di iniziativa regionale”.
“Eppure il M5S ha votato ogni proposta perché il territorio andava tutelato con ogni arma a disposizione” commenta Sara Marcozzi, M5S in Regione.
“Al contrario – scrive ancora Marcozzi – le iniziative concrete ed efficaci del M5S, come la proposta di un impegno economico da parte della Regione per una campagna informativa referendaria, non sono state votate dalla maggioranza di D’Alfonso. Ora capiamo perché! Inoltre, la prevaricazione del tutto illegittima delle deliberazioni consiliari è assai preoccupante”. “Se proprio l’Abruzzo doveva battere la ritirata – aggiunge il consigliere nella nota – avrebbe dovuto deciderlo il Consiglio, non una riunione di maggioranza. Questa quotidiana prevaricazione dei diritti e delle prerogative dell’opposizione svilisce la democrazia e gli atti del Consiglio e svela, ancora una volta, tutta la debolezza di questo Governo Regionale che agisce di nascosto”.
Un duro commento è arrivato anche da Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista.
“Nel tentativo maldestro di giustificare il suo comportamento illegittimo è scorretto il Presidente Luciano D’Alfonso: esibisce sulla sua pagina facebook una dichiarazione sottoscritta da quasi tutti i consiglieri di maggioranza. Ormai siamo a questo: un ‘documento’ che sostituisce una delibera del Consiglio regionale, firmato dai soli consiglieri di maggioranza, con il quale si ‘autorizza’ il rappresentante del Consiglio regionale (Paolini) a non agire a tutela del referendum davanti alla Corte costituzionale”.
“In ogni caso – scrive ancora – manca la delibera del consiglio regionale con la quale si ‘autorizza’ il Presidente della Regione a costituirsi davanti alla Corte costituzionale contro le altre nove regioni perché affossi il referendum; si ‘autorizza’ il rappresentante del Consiglio regionale (Paolini) a costituirsi davanti alla Corte Costituzionale contro le altre nove regioni perché affossi il referendum. È’ assai grave che a firmare questo volantino sia il Presidente del Consiglio Di Pangrazio che pur di non scontentare D’Alfonso dimentica che il suo ruolo sarebbe quello di difendere le prerogative dell’assemblea regionale”.
“Quel pezzo di carta – conclude Acerbo – non vale nulla ma testimonia quanto sia caduta in basso la nostra Regione”.






